I maestri della fotografia nel nome di Ivo Saglietti A Lanciano c’è “Immagina”

15 Maggio 2024

LANCIANO. Quattro giorni dedicati alla fotografia nel nome di Ivo Saglietti, tra i fotoreporter italiani più noti e, tra le altre cose, tre volte vincitore del World Press Photo. In questi anni...

LANCIANO. Quattro giorni dedicati alla fotografia nel nome di Ivo Saglietti, tra i fotoreporter italiani più noti e, tra le altre cose, tre volte vincitore del World Press Photo. In questi anni Saglietti, venuto a mancare nel dicembre scorso a 76 anni, è stato un grande amico di “Immagina”, la rassegna che prende stasera il via al polo museale di Santo Spirito. Per questo a Lanciano viene ricordato «dedicando l’intera rassegna alla sua memoria», spiega Roberto Colacioppo, anch’egli fotografo d’alto livello e presidente dall’associazione Social Photography Street 6212 che cura l’evento, «e istituendo un premio a suo nome tra i fotografi più meritevoli del panorama attuale». Premio che materialmente consiste in una piccola spilla che raffigura il logo dell’associazione, realizzata in oro a mano da un maestro orafo lancianese: sarà consegnato a Fausto Giaccone sabato, prima dell’incontro che chiude il festival.
Il primo dei quattro appuntamenti, tutti alle 21 e moderati dal photo editor Maurizio Garofalo, è per questa sera con Valeria Sacchetti, nata a Modena e laureata a Bologna, dal 2000 attiva nella produzione di reportage fotografici.
La dodicesima edizione di “Immagina” prosegue domani con Angelo Turetta, uno dei più apprezzati fotografi di scena del cinema italiano, il cui occhio è passato per pellicole quali “La meglio gioventù”, “I cento passi” e “La Piovra”. Venerdì invece torna a Lanciano Angelo Ferrillo, che parla della storia della smartphone photography e su come sia cambiato il concetto di foto grazie ai nuovi strumenti. Sabato il festival, arricchito tra l’altro dalle mostre di Isabella Balena, Camillo Sargiacomo e altri associati della Social Photography Street 6212, si chiude con Isabella Balena, fotogiornalista che illustra alcuni dei sui reportage nei teatri di guerra di tutto il mondo.
«Questa per noi è un’edizione particolare», sottolinea Colacioppo, «perché sarà la prima senza il nostro grande amico e guida Ivo Saglietti. Non è facile riuscire a mettere su ogni anno un programma di spicco, ma è da dodici anni che ci proviamo perché crediamo fortemente nel nostro progetto e nei valori che può trasmettere la fotografia senza fermarsi alla mera estetica».
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