I Pastori di D’Annunzio nelle lingue di tutto il mondo

I Pastori di D’Annunzio, una delle liriche più celebri dell’Alcyone, tradotte in venti lingue, per una pubblicazione a cura del Centro nazionale di studi dannunziani. E’ uscito da poco per le...
I Pastori di D’Annunzio, una delle liriche più celebri dell’Alcyone, tradotte in venti lingue, per una pubblicazione a cura del Centro nazionale di studi dannunziani. E’ uscito da poco per le edizioni Di Felice un volume a cura di Dante Marianacci, che raccoglie ben 20 traduzioni in altrettante lingue della celebre poesia. Il titolo del volume è “I pastori di D’Annunzio nelle lingue del mondo” (Di Felice, 50 pagine, 10 euro), e si arricchisce, oltre che degli interventi del curatore, anche di una prefazione del sindaco di Pescara, Marco Alessandrini. Il libro esce in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla morte del poeta pescarese.
Le lingue in cui il brano è stato tradotto sono, nell’ordine: arabo, ceco, cinese, coreano, croato, finnico, francese, inglese, maltese, polacco, portoghese, rumeno, russo, scozzese, slovacco, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese. «Uno scroscio vivace di linguaggi differenti, una dissonanza sorprendente di molteplici armonie una pluralità di suoni per far risuonare il festoso il canto di sempre». Così nella prefazione Marco Alessandrini ha commentato la poesia di D’Annunzio e le sue molteplici traduzioni. Il volume in effetti dà anche una testimonianza della forza espressiva prorompente del celebre compimento. Come ricorda lo stesso Marianacci nella seconda di copertina, «l’edizione è impreziosita dalle immagini di Gigino Falconi, tra gli artisti abruzzesi viventi uno dei più apprezzati e conosciuti in Italia e all’estero».
«In realtà», spiega Dante Marianacci commentando il volume, «l’idea non è nuova. In passato avevo già curato una pubblicazione del genere, si trattava di “Ed è subito sera” di Quasimodo che abbiamo pubblicato in diverse lingue. In quel caso però avevamo di fronte un testo più breve e dunque facilmente proponibile agli amici poeti sparsi per il mondo a cui mi sono rivolto». Insomma più complicato è stato invece il lavoro svolto per I pastori, che si è avvalso della collaborazione di molti traduttori i quali, nelle diverse lingue, sono riusciti a dare una versione nuova e originale del componimento. «Comunque non finisce qui», aggiunge Marianacci, «abbiamo infatti intenzione di allargare il novero delle lingue e aggiungere altre traduzioni. Siamo in contatto con altri collaboratori per dare origine ad edizioni ancora più nutrite e ricche». Un progetto ambizioso anche se dovuto all’opera del grande poeta pescarese, ma soprattutto alla lirica dei Pastori, sicuramente la più abruzzese di D’Annunzio.
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