I “Principi in catene” alla conquista di Roma

Pieno di nomination e premio “giovane promessa” per la compagnia diretta da Federica Vicino
PESCARA. Prometeo, Ettore, Antigone, Amleto, Cordelia, Sigismondo, la Maschera di Ferro. I Principi in catene interpretati dalla Compagnia pescarese Indaco Teatro Giovani, nell’originale allestimento ideato e diretto da Federica Vicino, hanno conquistato pubblico e giuria del Festival Teatramm’. Nell’ambito della rassegna, ospitata al Teatro Marconi di Roma, lo spettacolo, che «coniuga la grande tradizione drammaturgica classica e moderna con importanti elementi di sperimentazione», ha ottenuto un importante riconoscimento e numerose nomination di rilievo. Premiato come giovane promessa il talentuoso Giosuè Cianconi, attore diciottenne di Chieti, interprete di Prometeo incatenato. Principi in catene ha ottenuto anche nomination per le categorie: miglior spettacolo, miglior regia, miglior attore con Riccardo Pellegrini (attore di Tollo che interpreta Amleto), migliore organizzazione, miglior disegno delle luci.
«Quello vinto è per noi un riconoscimento importantissimo. Tra tutti quelli che avremmo potuto ottenere, è il più bello. La nostra è una compagnia under 35, ma il più grande ha solo 28 anni» dichiara la regista, autrice e docente Federica Vicino. Indaco Teatro Giovani, da lei diretta, è nata da una costola di Officine Solidali Teatro ed è formata da giovanissimi. «Quella di lavorare con attori molto giovani, in teatro è una scelta molto ardimentosa, audace. Ci punto molto. Mi piace la freschezza, a volte anche l’ingenuità, dell’attore giovane che in quello che fa mette tutto se stesso» aggiunge. «Lo spettacolo è un lavoro strutturato sulla base della contact improvisation teatrale, una disciplina che viene dalla danza. Mentre il singolo attore interpreta un determinato personaggio, gli altri compongono una sorta di Coro della tragedia greca. Sviluppiamo anche l’elemento scenografico, attraverso i corpi degli attori. C’è un lavoro continuo sul corpo e sull’azione».
A introdurre i sette personaggi un fool di shakespeariana memoria che fa da filo conduttore allo spettacolo. Eccezion fatta per Amleto, con il suo celeberrimo monologo, e per Sigismondo de La vita è sogno di Calderón de la Barca, i testi proposti, scritti da Federica Vicino con l’autrice esordiente Alice Di Renzo, sono liberamente tratti da Omero, Eschilo, Sofocle, Alexandre Dumas. Brani del grande rock rielaborati in chiave gregoriana compongono la colonna sonora.