I re del wrestling partiti dall’Abruzzo raccontati in un film

PESCARA. Dall’Abruzzo con furore (agonistico) e con amore. Per vivere il sogno americano. Monica e Karim sono i due wrestler italiani più famosi all’estero, campioni affermati e titolati negli Stati...
PESCARA. Dall’Abruzzo con furore (agonistico) e con amore. Per vivere il sogno americano. Monica e Karim sono i due wrestler italiani più famosi all’estero, campioni affermati e titolati negli Stati Uniti. E sono una coppia, nella vita e sul ring.
Ora si raccontano nel documentario del regista pescarese Cristiano Di Felice Wrestlove – L’amore combattuto, proposto oggi in anteprima mondiale come evento di apertura del 37° Sulmona International Film Festival. La proiezione è alle 21.15 nel cineteatro Pacifico. Con regista e troupe saranno presenti i 2 protagonisti, i campioni Monica Passeri e Karim Bartoli, che combattono coi nomi d’arte Miss Monica e Karim Brigante. The Roman Dynasty quando sono sul ring insieme. Monica, nata nel 1992, si è trasferita presto dal piccolo paese pescarese Caprara in America col compagno Karim, anche lui wrestler professionista, classe 1991, natali a Roma ma l’Abruzzo terra d’adozione. Arrivati negli States, Monica e Karim hanno frequentato a Troy, in Missouri, la più autorevole scuola di wrestling, la Harley Race Wrestling Academy. Da lì è partita la carriera internazionale dei 2 lottatori, che dalla World League Wrestling sono arrivati allo show di punta della World Wrestling Entertainment (Wwe), la principale federazione di wrestling al mondo, i cui spettacoli televisivi sono trasmessi in 25 lingue in oltre 180 Paesi.
Miss Monica e Karim Brigante viaggiano soli attraverso l’America col loro van per difendere i loro titoli nei circuiti indie americani. Per gran parte della loro carriera si sono esibiti negli Usa, ma combattono anche nel Regno Unito, in Germania, Danimarca, Grecia, Spagna, Malta e in Italia, dove hanno anche partecipato a vari film come stunt e attori, a pubblicità, video musicali e alla serie tv di wrestling della federazione europea Epw Overload su Sky.
Sempre su Sky, Monica Passeri commenta gli incontri di wrestling. Dopo varie apparizioni in Europa, lei e Karim sono approdati alla scuola della Wwe Hall of Famer Harley Race, hanno vinto i titoli massimi della federazione. Si esibiscono anche per la National Wrestling Alliance, storica federazione di Billy Corgan, leader degli Smashing Pumpkins. In America hanno conquistato molti titoli, tra cui l’Nwa Missouri Heavyweight Champion, cintura esistente dai primi del 1900. Miss Monica è stata Mwr Female Wrestler of the Year 2016 ed è la prima donna italiana ad aver vinto titoli in America nel pro wrestling. Attualmente la coppia si sta esibendo in Europa, dove ha vinto cinture in Inghilterra, Italia, Grecia. Nel documentario Wrestlove - L’amore combattuto lo sguardo di Cristiano Di Felice li segue nel ritorno in Italia, in Abruzzo, dove Karim e Monica fanno tappa a Pizzoferrato per rendere omaggio alla statua del leggendario Bruno Sammartino, icona del wrestling americano, morto 83enne a Pittsburgh nel 2018. La coppia approfitta della sosta in Italia per fare visite e controlli sanitari, dai costi proibitivi in America. Monica ritrova la famiglia; Karim deve fare i conti col suo passato. Il tempo è poco prima di partire nuovamente.
Cristiano Di Felice, classe’81, regista e produttore, fondatore nel 2005 a Pescara della casa di produzione RoFilm e 5 anni dopo della scuola di cinema Ifa, dice: «Ho capito subito che avevo di fronte 2 ventenni che rappresentano una generazione libera da vincoli, che non sente il peso di scelte radicali. Fare i wrestler per Monica e Karim non è una scommessa, non hanno scadenze o piani B. Sono cresciuti in piena crisi economica, perciò non percepiscono il concetto di stabilità. Questo li ha emancipati da decisioni dettate dalla necessità e non li espone a rimpianti. Non ci sono conflitti nel mio film, non volevo alimentarli: racconto la normalità di una coppia di lottatori, tra l’Italia e l’America, che conducono la loro vita con la stessa tranquillità di chi ha un impiego statale». Il documentario, 70 minuti, è prodotto da Ifa Glocal Film.
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