“I Rossellini”, una famiglia all’ombra del mito

ROMA. Il privato di una famiglia allargata, speciale e che ha fatto la storia del cinema, in un ritratto imperdibile e imprevedibile che dopo il successo alla Settimana della Critica di Venezia 2020...
ROMA. Il privato di una famiglia allargata, speciale e che ha fatto la storia del cinema, in un ritratto imperdibile e imprevedibile che dopo il successo alla Settimana della Critica di Venezia 2020 e aver vinto il Nastro d’Argento come miglior documentario sul cinema, arriva in prima visione tv oggi su Rai3 in seconda serata. È “The Rossellinis”, docu-film di Alessandro Rossellini, «il mezzosangue» di famiglia come si definisce: figlio di Renzo (la cui mamma è Marcella de Marchis, prima moglie del regista Roberto Rossellini) e dell’afroamericana Katharine Brown. Per raccontare questa famiglia speciale con capostipite il nonno Roberto, il regista di “Roma città aperta” e della rinascita del cinema italiano del dopoguerra, ha girato mezzo mondo andando a intervistare tutti gli zii e parentisparsi tra la Svezia, l’Italia, gli Usa, l’India. «Dalla rossellinite non guarisci», forse per questo l’opera è, più che un documentario pieno di immagini d’epoca, filmini rari, interviste recenti, di fatto «è una gigantesca seduta psicanalitica», prosegue il regista, 58 anni «su che significa crescere all'ombra di un mito del cinema ma che in famiglia non era facile affatto. Se hai quel cognome – e vale per me, mio padre, le mie zie Ingridina e Isabella, zio Robin ( Robertino, il figlio di Ingrid e Roberto ndr) potrai fare il regista quanto vuoi, ma non sarai capace di fare un capolavoro come Roma città aperta, così come Isabella, meravigliosa quanto vuoi, non ha mai raggiunto la bellezza della madre».