I sogni da bambino di Luca Argentero a Francavilla

FRANCAVILLA. Tutti esauriti i posti del Palazzo Sirena a Francavilla per l’appuntamento teatrale di questa sera alle 21 con l’attore Luca Argentero che sarà protagonista dello spettacolo “È questa la...
FRANCAVILLA. Tutti esauriti i posti del Palazzo Sirena a Francavilla per l’appuntamento teatrale di questa sera alle 21 con l’attore Luca Argentero che sarà protagonista dello spettacolo “È questa la vita che sognavo da bambino?”, per la regia di Edoardo Leo, con le musiche originali del compositore abruzzese Davide Cavuti. Il testo è stato scritto da Gianni Corsi, Edoardo Leo e Luca Argentero. “È questa la vita che sognavo da bambino?”racconta le storie di grandi personaggi dalle vite straordinarie, che hanno inciso profondamente nella società, nella Storia e nella loro disciplina, sia dal punto di vista umano che sociale. Sono tre i personaggi di cui vengono narrate le gesta: il ciclista Luisin Malabrocca, l’alpinista Walter Bonatti e lo sciatore Alberto Tomba, tre sportivi che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani.
Davide Cavuti ha già collaborato con l’attore Luca Argentero: l’incontro artistico è stato il film “Il grande sogno” (2009) per la regia di Michele Placido e presentato alla Mostra di Venezia, in cui Argentero era uno dei protagonisti del film, e Cavuti debuttava come compositore cinematografico. Successivamente Argentero ha interpretato il testo “Il mio grido” scritto da Cavuti, e racchiuso nel suo disco “Vitae” pubblicato nel 2016.
«Luisin Malabrocca», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, «“l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ’46, faceva simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano. Ma insieme alla polarità, sono arrivati nuovi sfidanti, in una incredibile corsa a chi arriva ultimo».
«Alberto Tomba», proseguono le note, «il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci, ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana, forse illusoria ma sicuramente spensierata, degli anni ’80».
«Walter Bonatti», si legge ancora nelle note, «l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo, è l’uomo stesso. Eppure, la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là, a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: se stesso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.