I soldatini di Olmi e per sorridere Andiamo a quel paese

6 Novembre 2014

di Anna Fusaro È dedicato al padre, combattente sul Carso, e ai milioni di giovani morti senza sapere perché il toccante film di Ermanno Olmi sulla Grande Guerra "Torneranno i prati". Nel centenario...

di Anna Fusaro

È dedicato al padre, combattente sul Carso, e ai milioni di giovani morti senza sapere perché il toccante film di Ermanno Olmi sulla Grande Guerra "Torneranno i prati". Nel centenario della Prima Guerra mondiale l'83enne maestro sceglie di raccontare la tragedia attraverso gli sconosciuti poveruomini mandati a morire nelle trincee. Di freddo e stenti, oltre che di colpi di mortaio. Nel gelo dell'alta montagna, in una notte del 1917, alla vigilia di Caporetto, sul fronte nord-orientale i soldati di un avamposto italiano attendono che il nemico si manifesti. Fa molto freddo, qualcuno ha la febbre. Intorno lo splendore del paesaggio innevato. Mentre gli uomini soffrono in trincea, arrivano dal comando ordini che equivalgono a una condanna a morte, trasmessi con obbedienza cieca da uno zelante maggiore, Claudio Santamaria. Lo affiancano i meno noti ma molto bravi Alessandro Sperduti, Francesco Formichetti, Andrea Di Maria. "Torneranno i prati", 80 minuti ispirati dal racconto di Federico De Roberto "La paura", aggiunge un nuovo capitolo alla riflessione di Olmi sulla guerra dopo "I recuperanti" (1970) e "Il mestiere delle armi" (2001), rappresentazione attraverso la tragica figura di Giovanni dalle Bande Nere del passaggio dal medioevo dei cavalieri all'età moderna delle armi da fuoco.

Altro film d'autore in sala è "Sils Maria" di Olivier Assayas, ambiguo gioco di specchi che aggiorna "Eva contro Eva" di Mankiewicz (1950). Juliette Binoche è una famosa attrice pronta alla sfida di riprendere in teatro la pièce che l'aveva lanciata vent'anni prima. Ma la matura Maria Enders, sempre scortata dall'assistente Valentine (la Kristen Stewart di "Twilight"), dovrà vedersela con un'ambiziosa stellina di Hollywood assetata di scandali (Chloë Grace Moretz).

Suona abruzzese la commedia di Ficarra e Picone "Andiamo a quel paese", con le musiche del compositore Carlo Crivelli eseguite dall'Orchestra Città Aperta di Fossa (L'Aquila), registrate a settembre nel teatro La Fragolina. Non si tratta della prima collaborazione del duo comico siciliano con Crivelli e Oca, già presenti ne "Il 7 e l'8". Anche in questa nuova prova Salvo (Ficarra) e Valentino (Picone) si calano in buffi perdenti accidiosi sempre pronti alla scorciatoia. Costituita stavolta dalle pensioni dei vecchietti del paesino siciliano dove i due amici, disoccupati in fuga dalla costosa città, si trasferiscono e aprono un ospizio improvvisato. In gustosi caratteri Nino Frassica, Mariano Rigillo, Francesco Paolantoni, Lily Tirrinnanzi.

Giochi dell'innamoramento e del caso s'incrociano nel mélo pour dames "Tre cuori" di Benoît Jacquot, con Charlotte Gainsbourg, Catherine Deneuve, la figlia Chiara Mastroianni, e Benoît Poelvoorde. Lei e lui, una cittadina di provincia, un treno perso per Parigi, una notte passata chiacchierando fino al mattino, un appuntamento mancato ai giardini delle Tuileries e ecco che la vita prende un'altra strada.

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