I Solisti Aquilani in concerto con la pianista coreana Ilia Kim

L’AQUILA. E’ un concerto da non perdere quello che i Solisti Aquilani propongono, domani con inizio alle 18, all’Auditorium del Parco, nell'ambito della rassegna Musica per la città, sia per il...
L’AQUILA. E’ un concerto da non perdere quello che i Solisti Aquilani propongono, domani con inizio alle 18, all’Auditorium del Parco, nell'ambito della rassegna Musica per la città, sia per il repertorio, di raro ascolto, sia per la solista ospite, la sa pianista coreana Ilia Kim. Nata a Seoul, l'artista è stata un'enfante prodige debuttando a 11 anni con un recital nella sua città natale. Grazie al suo talento ha potuto perfezionarsi a Berlino, diplomandosi nel 1994 col massimo dei voti, poi al Mozarteum di Salisburgo, alla Hochschule di Hannover e infine all'Accademia Pianistica di Imola. Dal 1998 vive in Italia.
Il concerto verrà presentato da Piero Rattalino, musicologo, didatta e critico musicale di spicco del nostro panorama nazionale.
In cartellone pagine di estrazione e stili diversi, piacevoli all’ascolto, in tre delle quali autentico co-protagonista musicale è il pianoforte. La scaletta si apre con Due danze per pianoforte e archi di Claude Debussy, autore brillante e fantasioso. Figura geniale di innovatore, anticonvenzionale, il compositore francese rivoluziona l'armonia, il ritmo, la sonorità e la forma della musica occidentale della seconda metà del 19° secolo. La sua musica è essenziale, stringata e priva di pomposità; Debussy, nel pieno dello stile impressionista e simbolista del suo tempo, punta alla brevità aforistica ed è alla continua ricerca dell'innovazione. A seguire Wedding cake per pianoforte e archi di S. Saint- Saëns, brano scritto nel 1886 in occasione delle nozze dell’amica Caroline de Serres, fra le più importanti pianiste francesi dell’epoca. La musica di Saint-Saëns è equilibrata, nitida, elegante, razionalistica, quasi cartesiana.
Malédictìon per pianoforte e orchestra d'archi di Liszt, terzo brano in esecuzione, risale agli anni giovanili dell'autore e fu scritta intorno al 1830, in funzione prevalente di un pianismo ricco di effetti, nel rapporto tra momenti lirici ed esplosioni vivacemente drammatiche, secondo quello stile che appartiene interamente a questo compositore. Con Charterhouse suite per archi di R. Vaughan Williams l'atmosfera si fa più leggera.
La serata si chiude sulle note di Little suite op.1 per archi,di Nielsen. Pubblicata nel 1889, con dedica al maestro Rosenhoff, l'opera da quel momento divenne uno dei pezzi più popolari non solo di Nielsen, ma anche della musica danese.
Biglietti: intero, 10 euro; ridotto, 6 euro.
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