I TIROMANCINO: «A MONTESILVANO FAREMO FESTA»

10 Agosto 2023

Il leader Zampaglione con la band domani al Teatro del Mare «Proponiamo una scaletta “killer” con i nostri brani più amati»

MONTESILVANO. Sulle scene musicali da oltre trent’anni, ha firmato meravigliose pagine della musica italiana con brani diventati iconici, che hanno conquistato ben più di una generazione. Il cantautore, regista e sceneggiatore romano Federico Zampaglione, frontman dei Tiromancino, si esibirà con la band domani al Teatro del Mare di Montesilvano, a partire dalle ore 21.30. Il concerto, a ingresso libero, è organizzato dal Comune di Montesilvano ed è uno degli appuntamenti di punta del cartellone delle manifestazioni estive. Il Centro ha intervistato Federico Zampaglione in occasione della tappa montesilvanese del tour.
Cosa avete preparato per i fan?
Sarà un concerto molto divertente. Lo stiamo portando in giro per l’Italia e sta piacendo molto. Abbiamo messo in piedi un repertorio “killer” con tutte le nostre canzoni più amate, più conosciute, quindi la serata si tramuta in una grande festa dove il pubblico canta con noi per tutto il concerto.
Lo scorso aprile è stato pubblicato il nuovo singolo “Due rose”, inciso con la giovane cantautrice Enula. Come nasce questa collaborazione?
L’idea era di fare questo pezzo in duetto proprio per dare l’idea dei due punti di vista diversi che si confrontano su una relazione. Abbiamo pensato a Enula perché cercavamo una sfumatura vocale graffiante e particolare in un personaggio che non fosse ancora così conosciuto, qualcosa di diverso rispetto alle voci già note del panorama nazionale. Sono contento di questa collaborazione perché è stato un duetto spontaneo ed è arrivato al cuore di molte persone.
A proposito di collaborazioni, molto ricco in tal senso è stato il disco “Ho cambiato tante case”, l’ultimo in ordine di pubblicazione, arrivato nel 2021. Un album che è stato definito uno dei migliori dei Tiromancino…
Sì, è piaciuto molto. Aveva dentro canzoni che sono andate molto bene come “Finché ti va”, “Cerotti”, “L’odore del mare” con Carmen Consoli. Per il momento non sono in programma altri album: mi piace questa idea di procedere con i singoli.
Lei è autore di brani diventati iconici, intramontabili. Ce n’è uno a cui è rimasto più legato?
Sicuramente il mio life changing song, il brano che ha cambiato la mia vita e ha fatto sì che potessi vivere di musica: “La descrizione di un attimo”. Molto del repertorio dei Tiromancino fotografa molto bene momenti della mia vita, mi lega a ricordi indelebili, persone, situazioni, amori. Sarebbe come scegliere tra la fotografia preferita del proprio passato…ce ne sono tante che raccontano momenti importanti, belli e anche brutti.
Tra i giovani cantautori italiani, su quali scommetterebbe?
Continuo a pensare che Calcutta e Franco 126 siano tra i più interessanti che si sono palesati sulle scene negli ultimi anni, quelli destinati ad avere la carriera più lunga.
È tornato di recente dietro la macchina da presa, regista dell’horror thriller “The Well”, scritto con Stefano Masi, con protagonista Lauren LaVera. Cosa ama di questo genere?
Il mondo dark mi attrae da quando ero bambino, ho sempre amato questo filone, il mistero mi affascina molto. “The Well” è in fase di post-produzione, sarà lanciato in autunno in un festival molto importante di cui non posso ancora rivelare il nome. È un film, però, che non consiglio di vedere alla stragrande maggioranza delle persone che mi segue (ride), ai più sensibili…è cupo, brutale, nerissimo.
Come coniuga le due attività e cosa rappresentano per lei queste due forme d’arte, musica e cinema?
Sono due parti di me. Mentre con la musica esploro la mia parte più romantica, riflessiva, poetica, con il cinema vado a cercare tutto quello che c’è dentro il mio dark side: i miei incubi, le mie paure, le cose che mi spaventano, le cose che mi disturbano. Ho scelto, però, di andarci a sguazzare dentro ed esprimere questa parte di me, in qualche modo. L’approccio creativo non cambia, ci metto sempre tutta la mia passione e cerco di dare sempre il massimo in ogni nota e in ogni fotogramma.
Com’è il suo rapporto con il pubblico?
Ottimo. Ho molto rispetto del pubblico e quello che cerco di dare è sempre il meglio che posso. Non ho mai considerato il pubblico una massa informe ma sempre un insieme di teste pensanti, di cuori pulsanti, di persone da trattare con i guanti. Se una cosa non mi convince al cento per cento, non la do al pubblico.