I «Troppi diritti» di Barbano oggi all’Aurum di Pescara

8 Giugno 2018

PESCARA. Alessandro Barbano presenterà il suo nuovo libro “Troppi diritti” (Mondadori), all’Aurum di Pescara, oggi alle 17.30. Del volume parleranno, con l’autore, Lorenzo Guerini, parlamentare del...

PESCARA. Alessandro Barbano presenterà il suo nuovo libro “Troppi diritti” (Mondadori), all’Aurum di Pescara, oggi alle 17.30. Del volume parleranno, con l’autore, Lorenzo Guerini, parlamentare del Pd, e Luciano D’Alfonso, governatore della Regione Abruzzo e senatore del Pd. l’ingresso è libero.
Barbano, giornalista e saggista, dal 2012 fino a due settimane fa è stato direttore del quotidiano napoletano, Il Mattino. Incarico dal quale si è dimesso dopo una discussione con l’editore che, a suo dire, lo invitava a fare un giornale più vicino ai partiti che formano l’attuale governo: 5 Stelle e Lega. Barbano ha insegnato all'università La Sapienza di Roma, all'università del Molise, alla Link Campus University e all'istituto di studi superiori Suor Orsola Benincasa di Napoli. È autore di saggi dedicati al giornalismo e libri su temi di carattere politico e sociale: Professionisti del dubbio (1997), L'Italia dei giornali fotocopia (2003), Degenerazioni. Droga, padri e figli nell'Italia di oggi (2007), Dove andremo a finire (2011). Nel 2012 ha pubblicato il Manuale di giornalismo, scritto in collaborazione con Vincenzo Sassu, adottato come libro di testo in molte università italiane. Il ,libro che presenta oggi a Pescara affronta il tema del cosiddetto dirittismo, una «malattia», si legge nelle note di presentazione del clume, «che esibisce un sintomo ormai sotto gli occhi di tutti: la crisi della delega, ossia la rinuncia a qualsiasi mediazione tra gli interessi di uno o di pochi e quelli di tutto il corpo sociale. È accaduto nel campo politico, dove il dirittismo si è tradotto in aperta diffidenza nella classe dirigente e nel diffuso astensionismo; nel campo del sapere, dove manca il criterio della meritocrazia; e nella sanità, dove vale per tutti l’esempio del movimento contro i vaccini».
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