Iaia Forte: in scena porto una donna malata di modernità

4 Aprile 2018

L’attrice a Teramo oggi e domani in Tempi Nuovi «Lavorare con Fantastichini è bello, siamo amici»

Due attori assolutamente camaleontici sempre calati alla perfezione nel nuovo ruolo per una commedia che sull’oggi – famiglia, tecnologie, informazione, social, sessualità e genere – ha uno sguardo acuto e ironico che sollecita il pensiero critico così come il sorriso. Sul mondo, su di sé, sui falsi miti. Iaia Forte ed Ennio Fantastichini portano a Pescara per la stagione teatrale della “Luigi Barbara” (questa sera alle 21 e in replica pomeridiana domani alle 17 al teatro Circus) Tempi Nuovi, commedia scritta e diretta da Cristina Comencini che con i due protagonisti vede in scena Marina Occhionero e Nicola Ravaioli.
Giuseppe è uno storico che vive circondato da migliaia di libri, carico di tutto ciò che ha studiato e scritto. Il figlio Antonio vola invece leggero nella sua epoca fatta di collegamenti rapidi e senza legami col passato, tranne quando deve scrivere il compito sulla Resistenza e ha bisogno del sapere del padre. Sabina è la moglie di Giuseppe, una giornalista che ha seguito un corso di aggiornamento sulle tecnologie per imparare a dare una notizia in tre righe e non essere sbattuta fuori dal giornale, e si sente per questo, lo ripete spesso al marito, «moderna». Clementina è la figlia maggiore della coppia, vive fuori casa e ha in serbo per i due genitori, che la credevano felicemente fidanzata con Davide, una notizia che metterà a dura prova la modernità di Sabina.
Fantastichini e Forte, diretti dall’autrice e regista tra le più innovative del teatro italiano, mettono in scena la parabola di una famiglia moderna, immersa in un mondo 2.0 tra contraddizioni, conflitti, ripensamenti e connessioni. Tempi nuovi rappresenta un nucleo familiare investito dai cambiamenti veloci e sorprendenti della nostra epoca. Un terremoto che sconvolge comicamente la vita di un padre, una madre e i due figli, e li pone di fronte alle contraddizioni, alle difficoltà di un tempo in cui tutto ci appare troppo rapido per essere capito ma in cui siamo costretti a immergerci e a navigare a vista. Comica, tragica, ironica, farsesca, buia, luminosa: Iaia Forte attraversa senza difficoltà percepibile colori e sfumature dell’animo umano riversandole nei suoi personaggi, nel mestiere d’attore che sembra vivere come la più antica tradizione del palcoscenico vuole: un gioco. E Maria Rosaria Forte da Napoli, dove è nata il 16 marzo 1962, gioca dal teatro, dove ha debuttato con Toni Servillo per poi lavorare tra gli altri con Luca Ronconi, Leo De Berardinis, Mario Martone, Carlo Cecchi, Federico Tiezzi, Emma Dante – al cinema dove esordisce musa di Pappi Corsicato per arrivare all’Oscar con Sorrentino – alla fiction tv.
Signora Forte, è in tournée con questa piéce sulla famiglia e al cinema con il film di Vincenzo Salemme, “Una festa esagerata”, e anch’esso, parla di famiglia. Lei come la vede la famiglia oggi?
Con Tempi Nuovi porto in scena la famiglia, una coppia di genitori a disagio di fronte a una modernità forse fasulla. Il tutto sotto forma di commedia: Cristina Comencini è brava in questo genere e il pubblico si diverte, ma sa essere anche portatrice di temi intelligenti. In sala con Salemme portiamo un’altra idea di famiglia, che in realtà Vincenzo ha mutuato da Eduardo, in cui è insito il concetto, anzi la volontà di sopraffazione che nella famiglia può svilupparsi, e si racconta la famiglia in forma critica. La famiglia è un tema, in Italia lo è sempre, dal micro al macrocosmo una costante. In un Paese cattolico come il nostro la famiglia resiste come istituzione fondamentale, ma vedo un crescendo di forme diverse, in cui la famiglia è sempre di più il nucleo che ti scegli, una nuova forma, fatta forse di meno “legame di sangue” e più di scelta: si scelgono le persone da avere vicine, si modifica l’idea canonica.
Come si trova nel ruolo di Sabina mamma e donna “moderna a tutti i costi?
Mi diverto. Sono una donna giornalista che si lamenta perché ormai riduce da 20 righe a 3 ogni suo pensiero, lamenta il cambiamento del tempo in cui è ridotto lo spazio per scrivere, ma ha fatto un corso e si ritiene moderna rispetto a mio marito, uno storico che sembra reazionario e invece si rivela sorprendentemente aperto rispetto a quello che la società propone.
Come si è trovata con Fantastichini?
Sono felice. Perché con Fantastichini siamo amici da 20 anni, abbiamo insieme frammenti di vita estesi e condividere il palco è naturale. E perché è un grande attore e giocare con un attore così bravo è ancora più piacevole.
Comico, drammatico... Che ruoli predilige?
Mi piace fare l’attrice perché questo lavoro dà l’opportunità di muoversi in panni dei più diversi. Certo amo i personaggi estremi, che ti danno la possibilità di trascendere da ciò che conosci, dal quotidiano. E penso a Toni Pagoda, un uomo, che ho interpretato in “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino: mi piace esplorare zone che non conosco come attrice e come persona, con responsabilità. In Italia c’è un po’ il malcostume di assegnare lo stesso ruolo, a me piace sorprendermi e sorprendere con incarnazioni diverse.
Conosce l’Abruzzo?
Certo, soprattutto la montagna. Intanto i produttori di questo spettacolo, Michele e Carmela Gentile, sono abruzzesi, di Avezzano, e siamo particolarmente contenti di venire a Pescara, un po’ a casa loro. Poi mia nonna era originaria di Pescocostanzo e ci ho passato splendide vacanze. E qui c’è un mio caro caro amico, Paride Vitale, che ha creato un profumo – che indosso – stupendo, dedicato al vostro magnifico Parco nazionale d’Abruzzo.
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