Il 3 Stelle Romito e il suo Reale in testa al Gambero Rosso «Premio anche all’Abruzzo»

24 Novembre 2021

CASTEL DI SANGRO. È in Abruzzo il re degli chef. È Niko Romito, che con il suo ristorante Reale conferma le prestigiose 3 Stelle Michelin e balza in cima alla classifica della guida Ristoranti d’Itali...

CASTEL DI SANGRO. È in Abruzzo il re degli chef. È Niko Romito, che con il suo ristorante Reale conferma le prestigiose 3 Stelle Michelin e balza in cima alla classifica della guida Ristoranti d’Italia 2022 del Gambero Rosso con 96 punti. E seguono il cuoco di Castel di Sangro i nomi di Heinz Beck con la sua Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri e di Massimo Bottura dell’Osteria Francescana a Modena, entrambi a 95 punti. Nell’Olimpo anche chef più “mediatici”: Antonino Cannavacciuolo con Villa Crespi a Orta San Giulio con 93 punti e Gennaro Esposito con Torre del Saracino, a Vico Equense con 92.
Il Reale svetta fra i ristoranti d’Italia anche con la riconferma delle Tre Forchette e si porta a casa anche un altro importante riconoscimento. Gambero Rosso ha infatti premiato Gianni Sinesi, head sommelier del ristorante, come Miglior Sommelier 2022. «Dopo un anno così difficile ricevere il riconoscimento del Gambero Rosso con il primo posto è una grande soddisfazione che ripaga tutti i sacrifici fatti», commenta lo chef, «e consolida il lavoro che stiamo facendo come “sistema Niko Romito”. Sono molto felice anche per il premio Miglior Sommelier 2022 a Gianni Sinesi. Siamo cresciuti e lavoriamo insieme dal 2003, ed è la persona che conosce meglio la mia cucina. Il vino rende protagonista la pietanza», ricorda, «e in una cucina pura come la mia non è facile creare gli abbinamenti giusti. In questi anni Gianni ha fatto un lavoro straordinario, scoprendo piccole aziende e produttori e mettendo sempre al centro l’Abruzzo in tante degustazioni».
«Nulla arriva per caso», sottolinea poi, «questo riconoscimento è un premio per tutti, per la mia squadra ma anche per il territorio. Sento spesso dire che l’Abruzzo è un territorio difficile, e sicuramente rispetto ad altre regioni italiane questo è vero, però se si lavora con sacrificio, dedizione e professionalità, sì ci vogliono anni, ma i risultati arrivano e con essi un successo che sicuramente ha un altro sapore. Io ho investito e continuo a investire moltissimo nella mia terra». Con il Reale, Alt- Stazione di servizio lungo la statale 17 a Castel di Sangro che presto arriverà anche a Montesilvano, il Laboratorio di panificazione, l’Accademia: «Sono tutti elementi di un sistema che ha le sue radici in Abruzzo», spiega lo chef, «e che ruota intorno al cibo. Questo sistema, che parte dall’alta ristorazione, crea una economia che poi si diversifica in vari modelli gastronomici, dialogando con un pubblico molto più ampio».
Cosa c’è dietro ogni al successo di questo gruppo? «Sempre tanto lavoro, sacrificio e dedizione, ma soprattutto coerenza», rimarca Niko. «Essere coerenti per me significa avere una visione che nasce da dentro e portarla avanti senza farsi influenzare dalle mode e dalle tendenze, ma anche prestare attenzione alla salute, al valore del cibo e saper rispettare i valori del territorio. La mia è una cucina che nasce dal territorio in cui sono nato e dove vivo, io sono un abruzzese e il mio è un linguaggio che rappresenta la mia personalità e quella del mio gruppo. È il mio pensare: chi mangia da me scopre anche chi sono. Nella mia cucina non c’è spazio per l’apparenza», dice concludendo, «è una cucina materiale fatta di elementi che vanno assaporati, bisogna andare a fondo per scoprirli. Il lavoro in cucina è fatto di ingredienti semplici, comuni, ma anche di tecnologia che deve saper restituire l’essenza della materia prima, perché il grande lavoro di un cuoco è prendere ingredienti normali e renderli unici, perfetti. E per farlo è importante conoscere bene il passato, questo ci consente di creare il futuro».