Il bandoneon di Pietrodarchi protagonista della rassegna diretta dal pescarese Di Profio

4 Ottobre 2023

Il maestro originario di Atessa inaugurerà i “Concert d’Automne” di Tours In programma “Da Roma a Buenos Aires”: da Morricone a Rota e Piazzolla

TERAMO. Tra una settimana inizia a Tours l’ottava edizione dei Concerts d’Automne, uno dei più prestigiosi festival europei di musica colta. A dirigerlo il musicologo, saggista e docente universitario Alessandro Di Profio, originario di Catignano in provincia di Pescara e da una trentina di anni trasferito in Francia, fondatore e direttore artistico dell’importante rassegna ospitata dalla storica capitale della Touraine, nel cuore della vallata della Loira.
Quest’anno i Concerts d’Automne profumano ancor più di Abruzzo grazie alla presenza del fisarmonicista, bandoneista e compositore atessano Mario Stefano Pietrodarchi, che aprirà il cartellone insieme al Quintetto d’archi della Royal Academy of Music di Londra, con il concerto Da Roma a Buenos Aires, in programma giovedì 12 ottobre, alle ore 20.30 nell’Espace Malraux. In scaletta tre temi da colonne sonore per il cinema di Ennio Morricone (Nuovo Cinema Paradiso, Mission, C’era una volta il West), pagine di Nino Rota in “Omaggio a Federico Fellini” (La dolce vita, Amarcord, 8 ½), due composizioni di Giuseppe Sangeniti (Giulietta Spider, Giulia) e pagine di Astor Piazzolla (Oblivion, Adios Nonino, Soledad, Vuelvo al Sur, Libertango, Le Grand Tango).
«Si tratta di un progetto legato alle due sponde, Europa e Sudamerica, del percorso di emigrazione dei nostri nonni e bisnonni, partiti dall’Italia dopo la Grande Guerra e anche dopo il secondo conflitto mondiale», spiega il maestro Pietrodarchi. «Lo stesso percorso fatto dagli avi di Astor Piazzolla. Perciò il concerto inizia con i compositori italiani, Morricone e Rota, e approda all’argentino Piazzolla. In mezzo, tra Roma e Buenos Aires, due movimenti del giovane violinista e compositore calabrese Sangeniti, una sorta di viaggio immaginario lungo una costiera italiana a bordo di due vetture iconiche di un marchio leggendario».
Nella parte dedicata a Piazzolla brani famosissimi, tra cui Le Grand Tango, uno dei pochi, precisa Pietrodarchi, «non scritto da Piazzolla per il suo quintetto ma per pianoforte e violoncello, poiché composto nella versione originale del 1982 per il grande violoncelista russo Mstislav Rostropovich. Io l’ho riscritto per bandoneon e quintetto d’archi».
Non è la prima volta che Mario Stefano Pietrodarchi, nome di levatura internazionale, partecipa al festival di Tours. Due anni fa col Gabetta Consort propose Le Otto Stagioni: Le Quattro Stagioni di Vivaldi e Las Cuatro Estaciones Porteñas di Piazzolla. «In quell’occasione ho conosciuto Alessandro Di Profio. Lui è arrivato in Francia dall'Abruzzo in giovane età e ha costruito a Tours un festival importantissimo, che nella città e in tutta la regione è molto sentito e si svolge in sale di incredibile bellezza, come il Grand Théâtre, uno spazio magico dall’ottima acustica».
Il maestro Pietrodarchi riproporrà in Abruzzo il concerto Da Roma a Buenos Aires a Lanciano nel Caffè Letterario a maggio 2024 insieme a I Solisti di Kiev, formazione cameristica con cui a primavera terrà un ciclo di concerti in giro per l’Italia.
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