Il Campo dell’Arte Undici visioni a Mosciano S.Angelo

19 Settembre 2017

Pop art e informale, pittura materica e pittura su fotografia, installazioni e quadri sculture, contaminazioni e rimandi. Undici autori, undici percorsi, undici visioni. La mostra collettiva “Il...

Pop art e informale, pittura materica e pittura su fotografia, installazioni e quadri sculture, contaminazioni e rimandi. Undici autori, undici percorsi, undici visioni. La mostra collettiva “Il Campo dell’Arte” propone una bella rassegna di artisti teramani, riuniti dal curatore Romolo Bosi in un affascinante allestimento tra il giardino e le sale di Casa de Campo, l’elegante country house di Gaetano Recinella e Maria Giulia Marconi in contrada Colle Pizzuto, nell’agro di Mosciano Sant’Angelo.
Inaugurata a luglio, e allestita fino al 30 settembre (chiusura il lunedì), l’esposizione è un fertile accostamento di poetiche e linguaggi anche molto diversi tra loro, che dà conto della vivace creatività di un gruppo di autori messi insieme liberamente. Anche un po’ arbitrariamente, come sottolinea il curatore Bosi, pure lui presente con una sua opera. Con lui espongono Romualdo Buscetti, Alfredo Celli, Bruno Chiodi, Mauro Di Giulio, Antonio Gualtieri Paternò, Giuseppina Michini, Marco Pace, Alvaro Paternò, Vincenzo Ranalli, Gianni Tarli. Un gruppo che non fa tendenza» precisa il curatore «non indica una comunanza di valori artistici - il caffè, la galleria, il gruppo - ma semplicemente si basa sull’amicizia, sui ripetuti incontri nelle mostre collettive, sull’incontro tra “dilettanti” (nel senso alto che Goethe intendeva per “fare le cose per diletto”), sull’interesse per un lavoro basato sulla coscienza e sul valore etico dell’impegno».
Le esperienze degli undici autori sono differenti. C’è chi (la maggioranza) ha alle spalle studi accademici e chi si è avvicinato all’arte da autodidatta o attraverso un percorso nell’alto artigianato. Tutti hanno tenuto mostre personali e/o collettive, maturando solide esperienze. Il denominatore comune è, secondo Romolo Bosi, «la non appartenenza al sistema dell’arte, la lontananza dai suoi magici e danarosi rituali, il rifiuto del successo a tutti i costi, una specie di estraneità a quella che in campo economico viene definita la crescita infinita. Ed è così che uno sguardo all’arte contemporanea potrebbe aiutarci in questo elenco».
Prevale il gusto della ricerca nell’ambito dell’informale, del concettuale, dell’arte povera, della pittura materica con i lavori di Paternò, Michini, Buscetti e Celli. Se il più giovane del gruppo, Gualtieri Paternò (classe 1996) si propone con uno studio cromatico, i veterani Bosi e Pace giocano con Optical Art e Pop Art. Marco Pace nell’opera “Selfies” si replica warholianamente, facendosi beffe della più porno-narcisistica tra le pratiche odierne con la trasfigurazione trans-horror di sé. Scelgono la forma dell’installazione Chiodi, Di Giulio e Tarli, mentre Ranalli si esprime con l’intervento pittorico su fotografia. tutti con esiti molto interessanti. «Potrebbe essere l’inizio di una storia e di un percorso nell’accidentato mondo del fare artistico nell’era della contemporaneità», chiosa il curatore.
Info: 0858648405, www.casa-de-campo.it.
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