Il cinema di Gianni Amelio al MaggioFest di Teramo

Il regista sarà l’ospite d’onore della rassegna in programma dal 3 al 23 maggio Conclusione in musica con “Carmina Burana–In taberna” del Collegium Arniense
Il maestro Gianni Amelio è il nome di punta della 27esima edizione del MaggioFest, il festival di primavera organizzato con commovente tenacia, nonostante la cronica scarsità di appoggi economici, dall’associazione culturale Spazio Tre di Teramo. L’edizione 2018 (dal 3 al 23 maggio), che cade nell’anno in cui il sodalizio festeggia mezzo secolo di attività, è stata presentata ieri in Provincia dal direttore artistico Silvio Araclio con Carla Piantieri, presidente di Spazio Tre, e Leonardo Persia, curatore della sezione cinema. Come sempre la settima arte costituisce la parte più cospicua del cartellone, che proporrà anche libri, teatro da camera, musica. Il fauno, immagine simbolo del MaggioFest, è opera dell’illustratore Stefano Canulli.
Gianni Amelio, nella doppia veste di regista e scrittore, sarà a Teramo giovedì 10 maggio, ospite dello Smeraldo Cinema. Pluripremiato, tra i maggiori registi del cinema italiano di sempre, Amelio ha diretto dal 1982 solo 12 lungometraggi, ma in essi vi è tanto cinema. Per l’omaggio teramano sono stati scelti due film: l’ultimo, “La tenerezza”, che è valso il David di Donatello al protagonista Renato Carpentieri e ha vinto quattro Nastri d’argento (tra cui miglior film e migliore regia), sarà proiettato alle ore 17.30; “Lamerica”, del 1994, film che tra i primi affrontò il fenomeno degli sbarchi di massa degli albanesi in Italia, verrà proposto subito dopo la presentazione, alle ore 20.45, del nuovo romanzo di Amelio, “Padre quotidiano”, pubblicato quest’anno da Mondadori. Col regista converserà il curatore Persia.
Ma la sezione cinema si aprirà già la settimana precedente con la serata “’68 Italiano”. Giovedì 3, sempre allo Smeraldo, si vedranno tre film esemplari di una stagione molto vispa anche per l’industria cinematografica italiana nonché riflesso, ognuno a suo modo, del clima contestatario. In scaletta “Grazie zia” di Salvatore Samperi (ore 17.30), “Escalation” di Roberto Faenza (ore 20.30), “Teorema” di Pier Paolo Pasolini (ore 22). La sera seguente spazio all’altra ricorrenza, il bicentenario della nascita di Karl Marx (l’autore del Manifesto del partito comunista nacque a Treviri il 5 maggio 1818): per “200 anni di Marx” venerdì 4 allo Smeraldo ecco il recente film di Raoul Peck “Il giovane Karl Marx” (ore 18 e ore 21.15). Ultimo appuntamento della sezione cinema lunedì 14: la multisala ospiterà alle ore 20.45, per lo spazio “VideA – Filmakers abruzzesi”, il documentario “Transumanza” del cineasta pescarese Roberto Zazzara, seguito, per “200 anni di Marx”, dalla proiezione del classico di Sergej Ejzenštein “La corazzata Potëmkin” (1925), nella nuova versione sonorizzata, realizzata per la Cineteca di Bologna da Edison Studio e dal musicista Vincenzo Core, di Giulianova.
Corposa anche la sezione Libri. Oltre al romanzo di Amelio, altre tre proposte: martedì 8 sarà presentato il saggio “Malacarne - Donne e manicomio nell’Italia fascista” (Donzelli) di Annacarla Valeriano, presente all’incontro col giornalista Rai, Antimo Amore (Fondazione Tercas, palazzo Melatino, ore 17.15); martedì 15 ecco il memoir “L’innumerevole Uno” (Iacobelli) di Lia Migale, con letture di Silvio Araclio e interventi del rettore dell’ateneo teramano Luciano D’Amico e della storica dell’arte Paola Di Felice (biblioteca Dèlfico, ore 17.15); giovedì 17 “Pane per i denti” (Mimesis), libro sull’esperienza del leggere di Stefania Portaccio, introdotta dalla poeta Daniela Attanasio (libreria Tempo Libero, ore 17.30).
Per il teatro due appuntamenti allo Spazio Tre Teatro (ore 21): venerdì 18 Serena Mattace Raso, accompagnata alla chitarra da Massimo Di Gaetano, sarà protagonista di una lettura scenica tratta da “La compromissione”, il romanzo del 1965 di Mario Pomilio di ambientazione teramana; domenica 20 e lunedì 21 Piero Assenti e Vincenzo Macedone portano in scena “Il biglietto della lotteria”, dal testo “John e Joe” della scrittrice ungherese Agota Kristof, produzione Spazio Tre, regia di Silvio Araclio.
Mercoledi 23 con “Carmina Burana – In taberna” la conclusione in musica del MaggioFest, affidata al Collegium Arniense – Teatro degli strumenti antichi, diretto da Mario Canci, che ha fondato nel 1977 a Chieti questo primo ensemble stabile abruzzese di musica antica (chiesa di Sant’Anna, ore 18.30).
Info: 0861247547, 3426842495, www.maggiofesteggiante.it.
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