Il cinema piange Jean Rochefort maestro di ironia senza pregiudizi

PARIGI . Addio al principe del cinema. Jean Rochefort è morto nella notte di domenica in un ospedale di Parigi, aveva 87 anni. Ad annunciare la scomparsa di uno degli attori simbolo del cinema...
PARIGI . Addio al principe del cinema. Jean Rochefort è morto nella notte di domenica in un ospedale di Parigi, aveva 87 anni. Ad annunciare la scomparsa di uno degli attori simbolo del cinema francese – vorace e indistinto protagonista di commedie popolari e film d'autore - sono stati i familiari. La carriera di Rochefort comincia all'inizio delle trente glorieuses, il trentennio di boom economico che accompagnò la Francia del dopoguerra. Oltre 150 film tra cinema e tv coronati da tre César – l’Oscar francese – per Che la festa cominci (1976), L'Uomo del fiume (’78) e alla carriera nel ’99. Figlio di una contabile e da un manager dell’industria petrolifera, ebbe un'infanzia che descrisse tetra e noiosa. Inverni piovosi a Nantes, tra la Loira e l’Atlantico, dove trovò riparo al cinema scoprendo Gary Cooper e il sogno di diventare attore. Progetto opposto a quello del padre, che per lui avrebbe voluto un diploma e un posto fisso da commercialista. Nel 1945, lo spedì a studiare a Parigi. Ma lui non ci sta. Racconterà al Figaro che giunto nella capitale passò «tutta la mattinata a cercare la scuola al 78 di Rue Richelieu» in cui lo voleva mandare il padre. «Tornato a casa dissi: papà ho guardato bene tra il civico 77 e il civico 79...il 78 non esiste: mi presi una sberla». Che non bastò a ricondurlo sulla retta via. Alla fine degli anni '40 entrò alla scuola d'arte drammatica in Rue Blanche, poi al conservatorio. Lì stringerà amicizia con i compagni di cinema cui resterà legato tutta la vita: Jean-Pierre Marielle, Jean-Paul Belmondo, Bruno Cremer, Annie Girardot, Claude Rich. Il primo successo nel 1962 con Cartouche, di Philippe De Broca con Belmondo e Claudia Cardinale. Particolare fortuna ebbero in Italia Il marito della parrucchiera (’90) e Ridicule (’96) di Patrice Leconte. Nella sua carriera Rochefort ha alternato film d'autore, popolari e b-movie. Maestro d’autoironia allergico ai pregiudizi, lui l’ha sempre riconosciuto allegramente. I film di serie B? Sempre per una giusta causa: finanziare la passione per l’equitazione. L'ultimo film nel 2015, Floride, di Philippe Le Guay, poi basta: «Ho deciso di risparmiare il pubblico, non voglio fare film dell’orrore. Piuttosto che interpretare un vecchietto che agita le mani vicino al caminetto, meglio fermarsi...».