“Il clima che non ti aspetti”, analisi di Giuliacci su oggi e futuro

Non ci sono più le stagioni di una volta: una frase diventata all’ordine del giorno per commentare gli eventi meteorologici che ci accompagnano nella vita quotidiana. Si passa da estati che sono...
Non ci sono più le stagioni di una volta: una frase diventata all’ordine del giorno per commentare gli eventi meteorologici che ci accompagnano nella vita quotidiana. Si passa da estati che sono diventate molto più roventi rispetto al passato con frequenti bolle di caldo nordafricano, a inverni sempre più spesso tiepidi e poco nevosi, a perturbazioni che assomigliano sempre più a monsoni che scaricano delle vere e proprie bombe d’acqua in zone limitate del territorio spesso accompagnate da trombe d’aria. Di questo e di molti altri aspetti legati al cambiamento climatico si occupa l'ultimo libro del metereologo Andrea Giuliacci, “Il clima che non ti aspetti”, (Ronca editore, pp. 124, 22 €).
«Il clima che non ti aspetti», afferma Giuliacci, «è quello dei nubifragi sempre più violenti e numerosi, è quello dei ghiacciai alpini che in appena 50 anni si sono rimpiccioliti di circa un terzo, è quello degli anni più caldi dell’era moderna tutti concentrati nell’ultimo decennio. Ma non solo. Il clima che non ti aspetti è anche quello che favorisce un aumento dei crimini violenti, quello che sta facendo calare la natalità indipendentemente dai fattori sociali ed economici, quello che scatena veri e propri conflitti armati, come accaduto in Siria. Oltre a descrivere il cambiamento climatico dal punto di vista scientifico, il libro racconta come il clima stia modificando anche i nostri comportamenti e stili di vita, la nostra salute, la cultura e l’economia, in modi che talvolta sembrano insospettabili». Nel libro sono descritte anche le più credibili proiezioni sul clima del futuro, quelle ottenute grazie a complesse simulazioni al computer, e che tracciano per i prossimi decenni un clima e un paesaggio decisamente diversi da quelli che conosciamo, soprattutto in Italia. Un Paese che entro la fine del secolo potrebbe perdere, a causa dell’avanzata del mare, una fetta di territorio grande come la Liguria. Ma il modo per combattere il cambiamento climatico c’è, scrive Giuliacci.