«Il coro illumina ogni luogo “Nativitas” inonda l’Abruzzo»

22 Dicembre 2019

Il presidente di Arca, associazione regionale nata nel 1983 che raduna 83 corali, parla della rassegna che tocca città e paesini, di una realtà seguita e dei progetti 

Oltre ottanta concerti polifonici in tutto l'Abruzzo: è la quinta edizione di “Nativitas”, cartellone organizzato dall’Arca, Associazione regionale Cori Abruzzo, con appuntamenti sparsi nei quattro capoluoghi come nei centri più piccoli.
La rassegna ha preso il via a inizio dicembre e proseguirà sino all’Epifania. L'appuntamento di stasera al Comunale di Teramo per il Concerto di Natale vede protagonista l’ultrasettantennale Coro Verdi, diretto da Claudia Morelli. Solisti il soprano Giorgia Cinciripi, il contralto Antonella Gnagnarelli, il tenore Roberto Iachini Virgili, il basso Paolo Di Rocco. Ospite il Coro Vox Aurea diretto da Serena Marino. Accompagna l’ensemble strumentale Verdi-Braga. Programma: Missa Brevis “Spatzenmesse” KV 220 in C di Mozart, A Little Jazz Mass (Chilcott), Cantico di Natività (Di Giandomenico). Ore 21, ingresso 10 euro.
«I cori e la bande sono un patrimonio culturale. La presenza di un coro, di una banda, specie in un centro piccolo, ha una valenza culturale e sociale. Se n’è accorto il Mibact, che nel 2014 ha fatto una legge di finanziamento per un milione di euro per cori e bande», sottolinea Gianni Vecchiati, trevigiano di nascita e pescarese d'adozione, da 11 anni presidente Arca.
Quando è nata l'Arca? Quanti cori raggruppa? E che compiti ha?
L'Arca è nata nel 1983 grazie al maestro Enrico Summonte, direttore del Coro delle 9 di Pescara, che diede vita all'associazione con altre quattro corali: Coro Verdi di Teramo, Sant’Andrea e Cantori d'Abruzzo, entrambi pescaresi, e Corale Zimarino di Chieti. All’inizio facevano parte dell’associazione una ventina di cori. Oggi siamo a 83 cori iscritti. Ma in Abruzzo ci saranno 300-350 cori in attività. Tante formazioni polifoniche magari non si iscrivono e sfuggono alla classificazione, cori scolastici, cori parrocchiali. La massima concentrazione è nell'Aquilano. La coralità abruzzese è una realtà ricca e composita e il compito dell'Arca è lavorare per portarla sempre più all’attenzione della politica abruzzese. È un mondo che va riconosciuto, senza risorse un coro chiude. A volte per tenere un concerto i coristi si tassano per noleggiare il pulmann. Da un paio di anni la Regione finanzia Nativitas, inserita nella legge per i grandi eventi. La rassegna ha avuto 8mila euro per il 2018 e 11.200 euro quest'anno. A fronte di 16mila euro di spese.
Nativitas come nasce? E quanti concerti propone?
La rassegna è nata in Friuli e poi si è allargata alle altre regioni. È un progetto nazionale sotto l'egida di Feniarco, federazione nazionale che riunisce 21 associazioni regionali dei cori. Dal 1° dicembre al 6 gennaio sono in programma su tutto il territorio nazionale oltre 1.100 concerti polifonici. In Abruzzo sono in cartellone 89 concerti, quasi tutti a ingresso gratuito. I concerti toccano le città e i piccoli centri, tanti paesi sotto i mille abitanti, i borghi dimenticati e spopolati, la frazioncina da 90 abitanti al di fuori di ogni circuito di eventi.
I giovani sembrano poco interessati al canto polifonico. Colpa dei repertori, ancorati a folclore e sacro?
L'Arca sta lavorando per far crescere la partecipazione dei giovani. Nel 2016 abbiamo fondato il Coro giovanile d’Abruzzo, formazione mista di 25-27 elementi scelti per audizione. Nel primo triennio il coro, diretto dal maestro Serena Marino, ha cantato a Santa Maria Novella a Firenze, ad Assisi e altre sedi importanti, a conferma dell'ottimo livello. Inoltre l’Arca ha creato la rassegna La Scuola che canta insieme ai cori dei quattro licei musicali abruzzesi, L’Aquila, Teramo, Pescara, Vasto, che lavorano per avvicinare i giovani al canto corale. Scuole e parrocchie forniscono nuova linfa al movimento. Il futuro potrebbe riservare piacevoli sorprese. Quanto ai repertori, l’iniziativa del Coro giovanile d'Abruzzo vuol creare l’interesse dei giovani alla polifonia contemporanea, sacra, profana, gospel, vocal pop e tanti altri generi.
Oltre ai licei musicali l'Arca collabora con altre istituzioni formative?
Si è avviata una collaborazione con l’Università di Teramo. Ci ha chiesto di collaborare il corso in Disciplina delle arti musica e spettacolo della facoltà di Scienze della comunicazione. Perché la presidente del Dams, la musicologa Paola Besutti, è una persona illuminata e aperta. Questa apertura non sempre è presente in altre istituzioni.
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