Il debutto sbanca l’Auditel: è la serata più vista dal 1995

9 Febbraio 2023

Con il presidente Sergio Mattarella, Roberto Benigni e Ferragni il Festival vola Amadeus risponde alle polemiche di Matteo Salvini: «Può cambiare canale»

SANREMO. Una «prima» da 10 milioni 757 mila spettatori con uno share del 62.4%: Mattarella, Benigni e l'effetto Ferragni premiano Amadeus all'esordio del suo quarto Festival con un +8% rispetto all’anno scorso. Il direttore artistico e presentatore batte ancora se stesso e centra il risultato più alto dal 1995, quando il festival condotto da Pippo Baudo con Anna Falchi e Claudia Koll esordì con il 65.15% di share. Nel 2021 il festival, sempre guidato da Amadeus, aveva ottenuto nella prima serata una media del 46.6%, nel 2020 il 52.2%. e record assoluto. Bene anche il Fiorello notturno. Il picco di ascolto, 16 milioni 470 mila spettatori, raggiunto alle 21.37, mentre Chiara Ferragni, con Amadeus e Gianni Morandi, presentava Mr Rain, mentre all'1.14, mentre Amadeus rilanciava le quattordici canzoni in gara, è stato raggiunto il picco di share, al 69.22%. «Un dato straordinario che non si vedeva da oltre venticinque anni, tra i più alti dell'intera storia del Festival di Sanremo», si è complimentato l'ad della Rai Carlo Fuortes.
A fare da contraltare ai successi c’è Matteo Salvini che riapre la polemica. «Se ha scelto di andarci, ha diritto di svagarsi anche il presidente della Repubblica», attacca il vicepremier (Lega) che ne ha per tutti. «Non penso che la Costituzione abbia bisogno di essere difesa dal palco di Sanremo. Riempire Sanremo di contenuti extra, dalle guerre ad altro, non mi piace. Significa che siamo un Paese indietro. I diritti delle donne vanno al di là dal Festival», insiste, tornando a bocciare il messaggio del leader ucraino Zelensky e mandando un altolà a Paola Egonu, co-conduttrice della terza serata di domani: «Grande pallavolista, ma spero non venga a fare una tirata al Festival sull'Italia Paese razzista, perché gli italiani possono avere tanti difetti ma non sono razzisti». «Sono quattro anni che Matteo Salvini se la prende con il festival, ma basta non guardarlo», è la replica secca di Amadeus. «Il discorso di Paola Egonu? Tutti hanno il diritto di manifestare il loro pensiero, c'è assoluta libertà». Gli fa eco Gianni Morandi: «Come previsto anche dall'articolo 21 della Costituzione e ricordato ieri sera da Benigni». Forte del “colpo” messo a segno in collaborazione con il Colle, incassati gli ascolti boom della prima serata e il plauso dell'ad Carlo Fuortes e la benedizione del Gianfranco Ravasi, che ha «apprezzato i messaggi (e le provocazioni) di Ferragni e Benigni», Amadeus chiude anche il caso della presenza di Mattarella, di cui non sarebbe stato informato il consiglio d’amministrazione Rai. «Qualcosa che valorizza l'intera azienda Rai, al loro posto direi grazie», sbotta il direttore artistico. La trattativa, rivela, è rimasta segreta per «le indicazioni avute dal Quirinale. Il presidente è venuto in forma privata, non istituzionale: per motivi di sicurezza ci è stato chiesto il massimo riserbo».