Il design del riciclo di Tina Bellini in mostra al Visionnaire di Pescara

PESCARA. Un trumeau, uno specchio, un tavolo, una sedia, un comodino d'antan, possono raccontare di storie contemporanee nel linguaggio dei giornali, cartoni da imballaggio, lattine di soft drinks....
PESCARA. Un trumeau, uno specchio, un tavolo, una sedia, un comodino d'antan, possono raccontare di storie contemporanee nel linguaggio dei giornali, cartoni da imballaggio, lattine di soft drinks. Colori, slogan, frasi a effetto, tutto scelto con coerenza e ironia prima di diventare la seconda pelle di mobili prodotti in serie. Un modo di personalizzare e rendere unico qualsiasi oggetto d'arredo che Tina Bellini - designer pescarese con il pallino dell'arte visiva fin dagli anni del liceo artistico in viale Kennedy- ha escogitato nella sua ricerca visionaria. Della bella galleria a due piani sulla Nazionale adriatica Nord a Pescara, il Visionnaire, Tina ha fatto il suo regno. Fondendo creatività, arte del design, innovazione e cura artigianale trasmessale dalla propria famiglia (il padre produttore di divani, la madre in atelier di abiti da sposa) e dal marito Vittorio De Zelis, interior designer e restauratore (mestiere giunto a lui da 4 generazioni e prossimo al totale restyling dello storico punto vendita a Montesilvano con un progetto ad hoc dedicato all’arredamento d’interni). Una passione autentica che la 36enne designer ha portato alle estreme conseguenze dando vita un anno fa alla Visionnaire Design Gallery (pagina Facebook).
«E' il primo concept store dedicato al design in Abruzzo», spiega lei, «un luogo dove espongo le mie creazioni e ospito quelle di nuovi talenti del design. La ricerca è continua, amo scoprire giovani emergenti che raccontano la loro personalità attraverso pezzi unici». Che è poi quanto lei stessa esprime con i suoi lavori partendo da materiali alternativi spesso derivati dal riciclo, in uno stile innovativo e spiccatamente metropolitano.
All’interno dello store è possibile ammirare design a 360 gradi, dai più grandi brand del made in Italy come, un nome per tutti, Casa Bugatti, ai pezzi unici dei molti artisti e creativi anche abruzzesi tra cui Pep Marchegiani, Eugenia Minerva, Giuliano Cinquina, Mieko, Emanuela Margonari, Dim DesigLab, Vinyluse, Alessio Palma, Mina Rasetta, Valerio Perilli, Alessandro di Cola, Le ceramiche di Arago, e quelle di Duccio e Alessandro Gammelli. In esposizione pezzi firmati di ogni genere, dall’accessorio da cucina a mobili, illuminazione, imbottiti, abbigliamento, perfino accessori donna fatti a mano. «Tutto accessibile a tutti», assicura Tina Bellini,«con un occhio di riguardo al mondo del riciclo, oggetti provenienti da aziende italiane che spesso in Abruzzo sono poco conosciute».
Jolanda Ferrara
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