Il dialetto di D’Annunzio in un libro

21 Aprile 2016

PESCARA. La critica ha sempre sottolineato la marginalità dell’uso del dialetto in D’Annunzio, che pur ispirandosi alla parlata popolare non ha mai dato vita ad opere meramente vernacolari. Tuttavia...

PESCARA. La critica ha sempre sottolineato la marginalità dell’uso del dialetto in D’Annunzio, che pur ispirandosi alla parlata popolare non ha mai dato vita ad opere meramente vernacolari. Tuttavia il rapporto del vate con il dialetto non può essere sottovalutato, perché la lingua della propria terra ha sempre influito sulle ispirazioni del grande poeta. Per approfondire la relazione di D’Annunzio con il dialetto abruzzese, e in particolar modo con quello di Pescara, è pronto in libreria un volume composito e approfondito scritto da Licio Di Biase e Daniela D’Alimonte. “D’Annunzio e il suo dialetto” (Solfanelli) ecco il titolo di un saggio che si pregia della prefazione di Vito Moretti, il quale a sua volta in una precedente pubblicazione si era occupato della presenza del dialetto nelle opere di D’Annunzio. Il saggio sarà presentato, oggi alle ore 18, nella sala consiliare della Provincia di Pescara, alla presenza degli autori, del prefatore e dell’editore Marco Solfanelli.

L’opera si articola di due parti, la prima ad opera di Licio Di Biase, scrittore e storico tra i più importanti soprattutto riguardo alle vicende abruzzesi, che si sofferma su nove testi, di natura goliardica e umoristica in cui D’Annunzio esibisce apertamente il suo dialetto, offrendo una descrizione storica e antropologica del contesto. La seconda parte invece è affidata a Daniela D’Alimonte, poetessa, insegnante ed esperta in dialettologia, che invece analizza linguisticamente le poesie, offrendo una lucida e chiara interpretazione.

Marco Tabellione

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