Il fauno di Canulli allegoria del MaggioFest in mostra a Teramo 

TERAMO. Dal fauno cucciolo al giovane tatuato, dalla figura dionisiaca notturna alla creatura gioiosa, satiro muscoloso e sexy, sileno che emerge dall’acqua, in posa o danzante, sempre ritratto con i...

TERAMO. Dal fauno cucciolo al giovane tatuato, dalla figura dionisiaca notturna alla creatura gioiosa, satiro muscoloso e sexy, sileno che emerge dall’acqua, in posa o danzante, sempre ritratto con i simboli delle arti. Si avvia alla conclusione la bella mostra “Stefano Canulli e il Fauno del Maggio”, allestita fino a domenica 26 a Teramo a L’Arca, orario 10-13 e 16-19, ingresso gratuito: manifesti, bozzetti, disegni, gouaches creati dall’autore romano Stefano Canulli, nome internazionale dell’illustrazione, per il MaggioFest, storico festival ideato e diretto dal regista Silvio Araclio e organizzato dall’associazione culturale Spazio Tre.
La mostra, ideata da Araclio, curata da Umberto Palestini e allestita da Marco Lucidi Pressanti, è imperdibile per il genio creativo e la maestria tecnica di Canulli ma anche perché racconta una manifestazione che ha portato in città per tre decenni i grandi nomi delle arti, cinema, teatro, musica, danza, letteratura. Canulli ha creato l’immagine del MaggioFest dal 1996, 5ª edizione del festival: «Per pura amicizia e stima reciproca mi ha onorato della creazione di un logo, che è un’idea precisa, un fauno che ogni anno si è trasformato» sottolinea Araclio. L’idea alla base dell’immagine guida del festival teramano era, spiega Canulli, «personificare il Maggio nella creatura silvestre, in un fauno, che nella mitologia è espressione di Dioniso, dio legato alle origini del teatro. Rappresenta la gioia e la libertà espressiva». Una collaborazione andata avanti fino al Fauno di questa 30ª (e forse ultima) edizione del MaggioFest. «Mai avrei immaginato di arrivare al 2022» aggiunge il giramondo Canulli, firma richiestissima che vive tra Roma, Milano, Parigi, dove collabora da tempo con la Maison Mugler, Las Vegas, dove ha lavorato per il Cirque du Soleil «È una cosa che mi fa molto piacere e a questo punto posso dire che da 26 anni sono a Teramo, e mi sembra di far parte di questa città».