Il Festival del giornalismo, dal web alla terza pagina

Carofiglio, Aprile e Contu ospiti della 10ª edizione diretta da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini
URBINO. Spiegare come si è trasformata negli anni la comunicazione della cultura, tra siti e social che proliferano e nella strenua resistenza della carta stampata, è la missione della decima edizione del Festival del giornalismo culturale (FGCult), in programma a Urbino dal 7 al 9 ottobre. Con il titolo Dal web alla Terza pagina (che rovescia quello del 2013, Dalla Terza al web), il Festival presieduto da Paolo Dorfles e diretto da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini, esplorerà in profondità la cultura nel mare di internet, con cinquanta ospiti e quindici eventi: dalla lectio magistralis Le parole sono pistole cariche di Gianrico Carofiglio al “documentum in cibum” di Filippo Polidori sulla tecnologia al servizio della tradizione culinaria, dalle lectiones di Agnese Pini, Marco Gambaro e Giovanni Solimine al dibattito con Luigi Contu, Marianna Aprile e Marco Frittella.
Poi concorsi di giornalismo e fotografia e lo spettacolo teatrale Ahi, l'A.I. Vivere col robot di Piero Dorfles, tratto da Io robot di Isaac Asimov, con Piero Dorfles e Alice Melloni, introdotto da Paolo Di Paolo.
«La cultura in questo Paese sembra un'ancella, ci sono inserti, canali monotematici, ma in realtà non è praticata così tanto», spiega la direttrice Mazzoli. «Si legge poco e questo è già indice non positivo della vita culturale. In questa edizione abbiamo rovesciato i termini: dieci anni fa la cultura era molto presente nelle pagine scritte, oggi lo è nell'informazione della Rete, dove al contrario di quanto si pensi la qualità è alta. C’è anche un ritorno della cultura nella carta stampata, ma se questo ritorno non terrà conto della modalità di comunicazione del web allora non ci sarà futuro. La Rete ha regole diverse della carta», spiega ancora Mazzoli, «non basta mettere in Rete ciò che è stato scritto per la carta. Sulla carta stampata la lettura è lineare, statica, tradizionale. Sul web è trasversale: chi legge su un sito ha bisogno di una sintassi diversa, di rimandi, di informazioni che si incrociano».
Al Festival, una parte sarà riservata all'analisi del ruolo dell'intellettuale: secondo una ricerca dell'Osservatorio News Italia con Ipsos dedicata al nuovo connubio tra Rete e mainstream, che sarà presentata a Urbino, il 43% degli intervistati non riesce a dare una definizione di intellettuale e solo il 31% ne ritiene importante la presenza. «Per gli italiani la figura dell'intellettuale non ha un ruolo definito, non è più riconoscibile: ecco perché serve una riflessione su cosa serva realmente a chi segue il mondo culturale», prosegue Mazzoli. «Una volta l'intellettuale scriveva sulla Terza pagina, dava il pensiero alto con distacco, oggi c'è troppa confusione di ruoli e un costante intreccio di temi e argomenti». Ma i social sono un passaggio ormai obbligato per comunicare la cultura? «I social entrano massicciamente nella comunicazione culturale, soprattutto per la divulgazione di libri e lettura. Io dico “benvenuti a bordo”», afferma ancora la direttrice del Festival. «Proprio nella ricerca riveliamo come il loro ruolo sia sempre più importante, perché costituiscono un vero e proprio collegamento alla cultura: ormai seguiamo determinati eventi perché sono segnalati sui social».