Il Festival delle Culture porta per 5 giorni all’Aquila arte, film, poesia dal mondo

La 6ª edizione a firma Vittorini ideata con studenti e lavoratori stranieri Fitto il programma che da domani coinvolgerà piazze, cortili e palazzi
L’AQUILA. Arte, cultura, musica, proiezioni, poesie e tradizioni magari sconosciute per incontrare terre che troppo spesso vengono raccontate sempre alla stessa maniera e con gli stessi stereotipi. Torna domani il Festival delle Culture: cinque giorni alla scoperta del Pianeta attraverso occhi e prospettive inedite. La sesta edizione, presentata all’Aquila dal direttore artistico del Festival, Federico Vittorini, e dall’assessore Ersilia Lancia, vede la presenza attiva di studenti, docenti e lavoratori stranieri che attualmente vivono nel capoluogo abruzzese. Non solo, il Festival coinvolge anche professionisti aquilani quali i filmmaker Francesco Paolucci e Luca Cococcetta e il musicista Fabrizio De Melis con la sua Orchestra di Piazza Palazzo.
Tre, le location coinvolte dal Festival: piazza Santa Margherita, il cortile di Palazzo Margherita e il Palazzetto dei Nobili. «La novità di quest’anno», spiega Vittorini, «è che l’offerta culturale è stata pensata, ideata e proposta direttamente da ragazzi, studenti, lavoratori e docenti stranieri attualmente residenti all’Aquila. Abbiamo fatto loro una sorta di tirocinio, lavorando insieme e cercando di capire in che modo desideravano farci conoscere le loro terre d’origine. Il risultato lo vedrete durante il Festival; tantissime le culture rappresentate e raccontate in modi nuovi e originali, il cui filo conduttore sarà il mondo intero».
IL PROGRAMMA Si parte domani dunque, con la proiezione di Dolls di Takeshi Kitano (Giappone, 2002), in programma al Palazzetto dei Nobili alle 20.15. A seguire il focus su Pupazzi dal mondo, dalla Turchia di Karagoz e Hacivat alle pupazze del’Italia meridionale, a cura di Ilayda Berber e Silvia di Gregorio. Giovedì, alle 18.30, il Palazzetto dei Nobili ospiterà un incontro sulla poesia multilingue a cura di Arianna Tomassini, Ascen Arriazu, Giovanni Borra e Najih Ur Rehman Fasih. In contemporanea sarà proiettato O Auto da Compadecida, di Guel Arraes (Brasile, 2000). A seguire, Sincler Meireles terrà un focus sul Brasile rurale dal Sertanejo alle Feste Junine. Venerdì 31 maggio ci sarà un approfondimento sulle relazioni sentimentali nella Cina di oggi a cura di Yaqi Zhou. L’appuntamento è preceduto dalla proiezione di Ai Quing Shen Hua (B For Busy) di Yihui Shao (Cina, 2021).
Sabato, alle 17.30, il Palazzetto ospiterà la proiezione di The years we have been nowhere di Lucio Cascavilla e Mauro Piacentini (Italia, 2023) alla presenza degli autori. Nel cortile di Palazzo Margherita alle 19.30 verrà presesentato il libro Kavi il poeta è vivo, con concerto che vede la partecipazione di Andrea e Paolo Camerini. A seguire, la proiezione di Kissing Gorbaciov, di Andrea Paco Mariani e Luigi D’Alife (Italia, 2023). Domenica (ore 17) al Palazzetto dei Nobili verrà proiettato The Harvest di Andrea Paco Mariani, mentre a palazzo Margherita ci sarà una performance di danze tradizionali indiane e georgiane a cura di Cristiana Alfonsetti e di Ketevan Museliani. Quindi, si parlerà del libro di Paolo Talanca, Musica e parole, breve storia della canzone d'autore in Italia, seguito dalla proiezione del film Agure – Ritorno alle origini, di Baloji Tshiani (Belgio - Congo 2023). In serata, il concerto conclusivo dell’Orchestra popolare di Piazza Palazzo. «Abbiamo accolto questo Festival con grande entusiasmo», ha commentato l'assessore alla promozione dell’immagine della Città, Ersilia Lancia, «finanziandolo con i fondi cultura ordinaria, i fondi Restart e mettendo a disposizione due luoghi istituzionali bellissimi e importanti». Al termine della conferenza stampa, è stato proiettato un filmato di 7minuti di Paolucci e Cococcetta che racconta i protagonisti del Festival.