Il Fla porta a Pescara Victor del Árbol col suo romanzo “Il figlio del padre”

16 Dicembre 2022

PESCARA. A circa un mese dalla conclusione del Fla – una 20ª edizione che ha fatto registrare nuovi record sia in termini di pubblico che di copie di libri vendute – il Festival di Libri e Altrecose...

PESCARA. A circa un mese dalla conclusione del Fla – una 20ª edizione che ha fatto registrare nuovi record sia in termini di pubblico che di copie di libri vendute – il Festival di Libri e Altrecose del direttore Vincenzo D’Aquino, torna a proporre a Pescara un appuntamento all’insegna della grande letteratura ospitando lo scrittore spagnolo Víctor del Árbol, autore pluripremiato che negli ultimi anni ha riscosso vastissimo interesse di pubblico e critica anche a livello internazionale: vincitore del prestigioso Premio Nadal de Novel, il suo “Un millón de gotas” (A Million Drops) è stato nominato “Notable Book of the Year” dal Washington Post e dal The Seattle Times.
Oggi alle ore 19, al Bagno borbonico del Museo delle Genti d’Abruzzo, e in diretta Facebook sulla pagina del Fla, Víctor del Árbol presenterà “Il figlio del padre”, pubblicato in Italia da Elliot Edizioni con la traduzione del giornalista pescarese Pier Paolo Marchetti, romanzo che ha recentemente vinto la prima edizione del premio Blacklladolid a Valladolidin Spagna, un thriller in cui memoria privata e collettiva si intrecciano ripercorrendo tutto il Novecento spagnolo. L’incontro, moderato da Angelo Lupo Timini, è realizzato dal Fla – Festival di Libri e Altrecose in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Pescara, il main partner della manifestazione Metamer, la Fondazione Genti d’Abruzzo e Radiostart.
Víctor del Árbol nasce a Barcellona nel 1968 da famiglia originaria dell’Extremadura, regione a confine con il Portogallo. Laureato in Storia, dopo aver lavorato per alcuni anni come funzionario di polizia esordisce nel 2006 con il racconto “El peso de los muertos”, vincendo il Premio Tiflos de Novela.
I suoi libri, tradotti in numerose lingue, hanno incontrato uno straordinario successo in Francia, dove nel 2018 è stato insignito del titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere e dove ha vinto il Prix du Polar Européen per “La tristeza del samurái” nel 2012 e il suo racconto “Un millón de gotas” si è aggiudicato il Gran Prix de Littérature Policière nel 2015 e il Premio Sncf du Polar nel 2018. Protagonista di “Il figlio del padre”, è Diego Martín, un uomo al culmine dell’ascesa sociale, un professore universitario colto e un po’ anonimo. Fino al momento in cui non è diventato un assassino. Figlio di immigrati della Spagna rurale giunti a Barcellona negli anni Cinquanta, Diego aveva prestigio, denaro, un matrimonio idilliaco. Ma, a porte chiuse, chi era Diego Martín? E perché ha ucciso brutalmente un giovane infermiere? Nemmeno lui lo sa. È un uomo pieno di segreti, che non è stato in grado di liberarsi dello squallore e delle ferite impresse nella memoria familiare. Una maledizione di cui gli parlò suo nonno quando era bambino ha colpito tutti gli uomini della sua famiglia e così anche Diego, il quale pian piano si accorge che è diventato ciò che odia di più: il figlio di suo padre. La sua vita inizia a precipitare proprio quando viene a sapere che il padre, che non vede da vent’anni, è morto. Da lì un viaggio nell’Estremadura, un’eredità legata al passato colonialista spagnolo, la resa dei conti con una sorella, Liria, da sempre rinchiusa in un ospedale psichiatrico.