Il futuro dell’Aquila? Gli studenti di cinema provano a raccontarlo

In mostra una ricerca degli allievi del Centro sperimentale che traccia il nuovo identikit della città dopo il terremoto
L’AQUILA. «Le attività delle nostre sedi scaturiscono dalla specificità del cinema italiano, ovvero il suo essere legato alla realtà. Il cinema americano racconta il sogno, quello italiano la realtà». Così, Caterina D'Amico, preside del Centro sperimentale di cinematografia ieri all'Aquila ha spiegato il senso di tutto il cinema insegnato e prodotto dal Centro dal 1935 ad oggi.
Ieri nella scuola distaccata in Abruzzo, all'Aquila, gli allievi che si diplomeranno nel 2016 hanno mostrato il loro sguardo sulla realtà, messo in atto nel corso di reportage audiovisivo presente nel capoluogo abruzzese. «Oggi presentiamo il lavoro concreto dei ragazzi. Siamo partiti dall'idea che questo territorio necessiti di una cultura del futuro, e su quello abbiamo lavorato con la direzione artistica e didattica di Daniele Segre, che vive il suo ruolo qui all'Aquila, in maniera totale», ha detto il preside della sede aquilana, Marcello Foti.
Sono stati 150 i giovani dell'Aquila, tra i 15 e i 30 anni, intervistati dai ragazzi, dando vita alla ricerca dal titolo “L'Aquila, il mio futuro è qui”. Per la ricerca sono stati realizzati 8 reportage video, 9 reportage radiofonici, un reportage fotografico di circa 2000 foto.
Il lavoro è degli studenti Eva Bearzatti, Manuel De Pandis, Fabio Fusillo, Eleonora Gasparotto, Flaminio Muccio, Chiara Napoli, Giorgio Santise, Giovanni Sfarra, Giovanni Soria. A guidarli il direttore artistico e didattico Daniele Segre, i docenti Daria Corrias e Lorenzo Pavolini per la radiofonia, Antonio Manca per la scrittura, Emiliano Mancuso per la fotografia, Paolo Ferrari per la fotografia cinematografica. Le interviste sono state realizzate nelle scuole superiori, nelle università, nei licei, nelle scuole professionali, nelle palestre, nelle parrocchie, nei locali.
Il percorso multimediale “L'Aquila, il mio futuro è qui” è ora una mostra visitabile, con ingresso libero, nella sede della Scuola nazionale di cinema dell'Aquila (via Rocco Carabba, 2) secondo il seguente calendario: 18 dicembre (9.00-18.00); 21, 22 e 23 dicembre (9.00-16.00); dall'11 gennaio 2016: dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 17.30.
A curare l'avvio della ricerca è stato il sociologo Stefano Laffi, che ha fornito ai ragazzi il metodo. «Ciò che è stato realizzato qui è sorprendente», ha commentato Laffi, «nessun laureato triennale di sociologia sarebbe in grado: la mole di lavoro prodotto è enorme. Siamo partiti dal porre la scuola a funzione del territorio, ci siamo chiesti: L'Aquila di cosa ha bisogno? Forse di immaginare un futuro, e sono i ragazzi che hanno bisogno di immaginare più che di ricordare».
Il lavoro svolto dagli studenti rimanda una grande positività. «I ragazzi», ha spiegato Foti, «suonano, lavorano, fanno corsi, studiano, ci danno la positività di cui tutti abbiamo bisogno, vogliamo che questa sede diventi patrimonio pubblico e strumento attivo per il riscatto e il progresso del territorio».
Sono i ragazzi a raccontare la loro esperienza. «Abbiamo raccontato storie talvolta nascoste, qui c'è molta sensibilità e vita. Se questa sede non ci fosse sarei andato in un'altra, perché volevo il Centro Sperimentale», ha detto Flaminio di Benevento. «Qui impariamo a raccontare la realtà, andando oltre la superficie», ha raccontato Chiara da Salerno. «Questo corso», ha concluso Eva da Pordenone, «ci valorizza e per L'Aquila è una sfida, un corso nuovo, all'avanguardia».
Ma sulla scuola aquilana pende la drammatica incertezza del futuro. La Regione Abruzzo, nel 2011, firmò, insieme a Provincia e Comune dell'Aquila e ministero per i Beni e le attività culturali, la convenzione che diede vita alla sede distaccata.
«La convenzione», ha detto Foti, «scade il 31 dicembre, ma c'è una previsione espressa di proroga fino al completamento del percorso di studi, cioè fino al 31 dicembre 2016. La Regione ora dichiara di non volerla prorogare la convenzione, non è comprensibile ma legittimo, inaccettabile è invece che si tiri indietro prima della scadenza».
«Una scuola come L'Aquila ha prodotto risultati importanti, due nostri studenti sono stati nei prestigiosi festival del cinema di Locarno e Venezia: risultati non valutari all'interno della Regione», ha commentato il presidente nazionale, Stefano Rulli. «Tutte le regioni dove abbiamo sedi distaccate (Lombardia, Piemonte e Sicilia) hanno problemi economici e abbiamo ridefinito il contributo, ma il problema non è tanto economico, quanto di volontà. Qui non c'è stato mai un confronto. Le altre sedi, in contemporanea, hanno emanato il nuovo bando, qui per ora non è stato possibile. Un danno per l'intero Abruzzo».
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