Il genio barocco di Rubens irrompe a Palazzo Ducale

A Genova le opere del maestro fiammingo Dieci , tra cui l’Autoritratto, mai esposte in Italia
GENOVA. Carnale e raffinato, maniacale nella cura dei particolari, cacciatore di luce tra ombre improvvise. Pieter Paul Rubens, il genio del barocco che amò Genova e le sue genti, torna in città accompagnato dalle sue splendide dame e dai nobiluomini, in tutta la sua arte, la sua cultura e la sua rivoluzione. Si potrà ammirare fino al 22 gennaio 2023 a Palazzo Ducale, nell'appartamento del doge, la mostra Rubens a Genova che regala al visitatore oltre cento opere del pittore fiammingo e di artisti che a lui si ispirarono. Alcune perle rare, quindici opere rubensiane mai esposte a Genova, dieci per la prima volta in Italia come l'Autoritratto (1604-1605) scoperto solo di recente, uno studio a olio in preparazione di un autoritratto che Rubens incluse in una pala d'altare mantovana oggi dispersa e che lo raffigura giovane con un'espressione curiosa. Il secondo, San Sebastiano medicato dagli angeli (1615 circa) da collezione privata, è adesso riferito alla committenza del celebre condottiero Ambrogio Spinola, grazie a un recente ritrovamento documentario. E mai esposto in assoluto Cristo risorto appare alla Madre (1612-1616 circa): anch'esso da collezione privata, raffigura Cristo risorto davanti a due donne inginocchiate che rappresentano entrambe la Madre di Gesù. Ma è la sezione dei ritratti il pezzo forte di questa mostra, una sezione che rende palese come esista, nella storia dell'arte, un “prima” e un “dopo” Rubens. Tra tutti, il Ritratto di Violante Maria Spinola Serra (1607 circa) e quello di Geronima Spinola con la nipote Maria Giovanna Serra (1605 circa), dalla Staatsgalerie di Stoccarda. Capolavori assoluti che hanno segnato un svolta nella ritrattistica del barocco europeo e sono esposti per la prima volta con la rispettiva, ritrovata identità in una perfetta combinazione che porta in sé le caratteristiche di un piccolo albero genealogico.
La mostra è stata allestita per suggerire, attraverso la penombra bucata dalla intensa luce rubensiana, tutto l'amore, la devozione e la profonda conoscenza di Rubens di Nils Buttner, uno dei massimi esperti del pittore e presidente del Centrum Rubenianum di Anversa che ha curato la mostra, e di Anna Orlando, co-curatrice genovese che ha restituito l'identità a Violante Spinola Serra. Una mostra che porta in sé gioielli nascosti, come lo studio per la pala d'altare I miracoli del Beato Ignazio di Loyola, che si trova nella Chiesa del Gesù a Genova, e preziosità palesi come documenti autografi, bottoni-gioiello di rara bellezza, perle e pietre preziose, galloni in filo d'oro, il volume originale su I Palazzi di Genova creato da Rubens nel 1622.
Tante le sezioni, tutte da studiare per immergersi nella rivoluzione barocca rubensiana, per ammirarne le sensazionali sfumature e per conoscere fino in fondo la storia di Rubens e di Genova che è stata davvero una storia d'amore.
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