Il genio dell’“anarchitetto” Gianni Pettena: dialogo con l’artista Marco Pace

PESCARA. Io sono la spia. Un titolo che riporta indietro nel tempo, agli anni ’70, quello della mostra che oggi alle 18 aprirà i battenti nello spazio A Sud della Fondazione Zimei, in corso Vittorio...
PESCARA. Io sono la spia. Un titolo che riporta indietro nel tempo, agli anni ’70, quello della mostra che oggi alle 18 aprirà i battenti nello spazio A Sud della Fondazione Zimei, in corso Vittorio Emanuele a Pescara. Protagonisti dell’esposizione, curata da Massimiliano Scuderi, saranno Gianni Pettena, “l’anarchitetto” tra i padri fondatori, insieme a Superstudio, Archizoom e Ufo, dell’architettura radicale e del Global Tools, e l’artista di origini abruzzesi Marco Pace. Ed è proprio da una famosa foto che ritraeva il gruppo di designer di Global Tools - scuola e sistema di laboratori che rappresentò il momento di massima intensità di strategia comune per il movimento dell'Architettura Radicale - usata per la copertina della rivista Casabella nel maggio ’73, che trae spunto il nome della mostra. È lo stesso Pettena ad autodefinirsi “la spia”, dichiarandosi un architetto traditore e chiamandosi fuori dal consesso degli architetti, senza tuttavia rinnegare apertamente la sua formazione. Tutte le sue opere, infatti, parlano d'architettura, pur usando più i linguaggi dell'arte concettuale che quelli tradizionali della progettazione. La scelta stessa di dedicarsi a un numero limitato di veri progetti dimostra come l’architettura non si limiti per Pettena all’episodio della costruzione, ma faccia parte di una ricerca più ampia, incentrata sul rapporto con il contesto ambientale, con lo spazio, e con la qualità e la natura dei materiali.
A dialogare con l’artista, architetto, critico, docente universitario e storico dell’architettura, sarà Marco Pace, lancianese di origine, fiorentino di adozione, che con Pettena ha già lavorato in passato nella realizzazione di opere e installazioni nei più importanti musei del mondo, per poi evolvere il suo linguaggio autonomo attraverso disegni e dipinti in cui note architetture contemporanee ed esempi di design di oggi si confrontano in spazi vuoti. La presenza umana scompare, dando posto ad animali e opere dell’uomo fredde e isolate. Marco Pace, che ha preso parte a numerose mostre a livello nazionale e collabora come disegnatore con la rivista Frankenstein di Milano, tornerà nello spazio A Sud dopo l’esperienza di Expectations del 2022, quando l’artista realizzò, oltre al disegno dell’invito, anche il catalogo della mostra sotto forma di fumetto di fantascienza.
Dopo il vernissage, sempre sabato ma alle 21, spazio all'evento parallelo Rumble Party, ospitato nello spazio Urban Gallery di via L’Aquila a Pescara, dove sarà esposto il divano Rumble, uno dei capolavori del ’67 di Pettena. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra lo spazio A Sud, la Fondazione Zimei, Urban Gallery e l’azienda fiorentina Poltronova, grazie alla quale l’iconico oggetto di design è tornato a vivere.