Il genio di Rita Levi Montalcini sul palcoscenico del Marrucino

27 Gennaio 2023

Valentina Olla e Sabrina Pellegrino firmano il loro omaggio al Premio Nobel Racconto della vita della grande scienziata ebrea, tra discriminazioni e successi

CHIETI. Nel segno di una grande donna e scienziata, Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la medicina nel 1986, il teatro Marrucino di Chieti onora la Giornata della Memoria. Oggi va in scena lo spettacolo Rita, un genio con lo zucchero filato in testa di e con Valentina Olla e Sabrina Pellegrino, anche regista, produzione Uao Spettacoli. In programma due matinées per le scuole, grazie anche al lavoro della responsabile del settore Monica Desiderio, e una serale alle 21.
La geniale neurologa torinese, di famiglia ebrea sefardita, morta a 103 anni a Roma il 30 dicembre 2012, accademica dei Lincei, senatrice a vita, prima donna ammessa alla Pontificia Accademia delle scienze, negli anni Cinquanta con le sue ricerche scoprì il fattore di accrescimento delle cellule nervose, noto come Ngf, scoperta che le valse il Nobel e molti altri premi. Nello spettacolo che vuole celebrare il genio e l’eredità, anche morale, di Rita Levi Montalcini troviamo una giovane autrice, interpretata da Valentina Olla, impegnata a scrivere una pièce sulla vita della scienziata: un'impresa che pare proibitiva, poiché le parole diventano banali di fronte alla grandezza di una mente tanto elevata. La scrittrice inizia allora un percorso di fantasia, a ritroso nel tempo e nella vita di Rita dall’“anima imprendibile”, entrando con l’immaginazione nei panni della madre Adele Montalcini (il padre era Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico), della sorella gemella Paola, come la madre affermata pittrice, e di Rita stessa da ragazza. Levi Montalcini è la ventenne ebrea che riesce a superare i divieti imposti nel 1938 dalle leggi razziali (fu costretta nel 1939 a emigrare in Belgio, ospite dell’università di Bruxelles dove continuò per alcuni mesi gli studi), le atrocità della guerra, la discriminazione di genere, riuscendo a vincere tutte le difficoltà. La vita e i pensieri della scrittrice man mano si intrecciano con quelli della scienziata, come in un monologo a più voci, in cui intervengono un giornalista, interpretato da Marco D’Angelo, e le note di un pianoforte accompagnate da movimenti coreografici.
L’ironia dell’autrice e la saggezza della scienziata attraversano un secolo di storia, e alla fine le due donne si trovano a parlare tra loro come amiche. Dall'incontro di fantasia nascerà il coraggio della scrittrice di scrivere il suo spettacolo, poiché, come suggerito dalla sua “amica” Rita, «nella vita bisogna osare, mai rassegnarsi o arrendersi. Bisogna tenere lo sguardo verso la luce… e le ombre poi ti cadranno alle spalle».
Spiega Valentina Olla: «Sono emozionata, è un progetto che mi ha travolto. Era partito come semplice reading, visto che Rita Levi Montalcini ha scritto tantissime cose interessanti, ma poi mi sono accorta che la figura di questa donna è un concentrato di materiale umano che volevo e voglio raccontare: scienza, guerre, discriminazione di genere, la difficoltà di affermarsi in un mondo di uomini: mi sento di riassumere quanto ho imparato dalla vita di una ragazza di 103 anni. Lo spettacolo è ambasciatore di grande speranza sia per i giovani, in quanto lei stessa diceva che il futuro è nelle loro mani, sia per gli anziani perché lei ha sostenuto con prove scientifiche che il cervello continua a crescere se allenato e dunque l’anziano va tenuto dentro la società e allenato con degli interessi. Un messaggio positivo. Rita Levi Montalcini non ha mai cessato di vivere, è ancora qui, con noi, e ora più che mai, in questo momento così complicato per il mondo, abbiamo bisogno dei suoi insegnamenti».