Il Goncourt a Jean-Baptiste Andrea per una storia d’amore tutta italiana

8 Novembre 2023

PARIGI. C'è tanta Italia in Veiller sur elle (Vegliare su di lei), il romanzo di Jean-Baptiste Andrea che ieri ha conquistato il Prix Goncourt, il premio letterario più importante di Francia e tra i...

PARIGI. C'è tanta Italia in Veiller sur elle (Vegliare su di lei), il romanzo di Jean-Baptiste Andrea che ieri ha conquistato il Prix Goncourt, il premio letterario più importante di Francia e tra i più celebri al mondo. Lo scrittore francese di 52 anni ce l'ha fatta al quattordicesimo scrutinio, durante una accesa votazione dei giurati riuniti come ogni anno al ristorante Drouant di Parigi, per quello che da oltre un secolo è uno degli eventi letterari più attesi d'Europa. «È un momento straordinario e non pensavo un solo istante di poterlo vivere nella mia vita», ha esultato Jean-Baptiste Andrea, dopo l'annuncio della vittoria di fronte all'elegante facciata del Drouant, tra l'Opéra de Paris e la Bibliothèque Nationale de France, cuore pulsante di Parigi. È qui, dal 1914, che al termine del sontuoso pranzo dei giurati viene annunciato il vincitore del Goncourt. «Penso a tutti i giovani che lo sognano e che si dicono: non ci riuscirò. Ho voglia di dire loro: siate irragionevoli». Pubblicato da una piccola casa editrice, L'iconoclaste, il romanzo è una travolgente storia d'amore che abbraccia tutto il XX secolo, tra due personaggi che non riescono ad amarsi né a lasciarsi.
Come racconta Elisabetta Sgarbi, editrice con La nave di Teseo, che pubblicherà il libro in primavera, «è la storia d'amore tra Michelangelo, che sogna di diventare un grande artista, e Viola, che sogna di volare. Un romanzo perfetto, sull'amore per l'arte, sull'amore eterno tra un uomo e una donna, sul coraggio di seguire i propri sogni e le proprie idee. Il romanzo che qualunque editore vorrebbe incontrare sul proprio cammino. Sono felice e onorata di pubblicarlo». Fin dal loro primo incontro da adolescenti, Viola e Mimo attraverseranno insieme la prima metà del Secolo Breve, testimoni dell'ascesa del fascismo e dei tumulti delle due guerre mondiali. Mentre lui diventa artista affermato, lei insegue i suoi sogni di donna emancipata e libera dalle costrizioni sociali. Entrambi si perderanno e si ritroveranno più e più volte, come amici o nemici, senza mai arrendersi e rinunciare al legame con l'altro.
Da oltre vent'anni Andrea lavora come sceneggiatore e regista cinematografico tra la Francia e gli Stati Uniti. Il suo esordio letterario appena sei anni fa, con Mia regina (Ma reine), vincitore di dodici premi letterari, ha segnato la nascita di un autore di raro talento. Smentiti dunque i pronostici che davano favorito per questa 121ª edizione del Prix Goncourt Éric Reinhardt per il romanzo Sarah, Susanne et l'écrivain. Gli altri due scrittori dei quattro selezionati per la finalissima di oggi erano Gaspard Koenig per Humus e Neige Sinno per Triste tigre. Secondo gli esperti, scarse erano tuttavia le possibilità che quest'ultima potesse avere la meglio in quanto già insignita lunedì scorso del Prix Femina.
Il Premio Goncourt è tra i premi letterari più ambiti d'Europa e di gran lunga il più prestigioso del mondo francofono. Oltre alla consacrazione per gli autori, è anche un potente volano commerciale in vista delle feste di fine anno. In genere, il semplice fatto di ottenere la fascetta “Prix Goncourt” intorno al libro garantisce una vendita media di almeno 400mila copie. Assieme al Goncourt, viene attribuito ogni anno anche il Prix Renaudot che quest'anno è andato ad Ann Scott per Les insolents, storia di un quarantenne che lascia Parigi.
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