IL GRANDE ROCK CON L’OFFICINA MUSICALE AL TEATRO D’ANNUNZIO

PESCARA. Il rock più leggendario rappresentato come un classico dove le sonorità e i ritmi diventano elementi di uno spettacolo musicale di indubbio effetto. E’ il progetto che l’Officina Musicale va...
PESCARA. Il rock più leggendario rappresentato come un classico dove le sonorità e i ritmi diventano elementi di uno spettacolo musicale di indubbio effetto. E’ il progetto che l’Officina Musicale va elaborando dal gennaio del 2012 quando ha iniziato ad esibirsi in straordinarie performance orchestrali che riproducevano fedelmente i brani capolavoro dei Pink Floyd.
Questo viaggio nel tempo porterà i menestrelli dell’Officina al Teatro D’Annunzio di Pescara (in caso di maltempo all’Auditorium Flaiano) dove questa sera (ore 21.15) metteranno in scena ”1973 Rock Made in England”, un concerto che interpreta in chiave operistica i mostri sacri del rock, i ritmi irragiungibili delle chitarre, i bassi tuonanti e le martellanti batterie di "The dark side of the moon" dei Pink Floyd, le sonorità romantiche e barocche di "Selling England by the pound" dei Genesis, l'energia misteriosa di "The rain song" dei Zeppelin, la straziante "The rock" dei Who, o il piccolo gioiello che è la sinfonia pop "Eclipse” da Tubular bells" di Mike Oldfield. I pezzi più famosi delle glorie del rock verranno eseguiti negli originalissimi arrangiamenti per orchestra da camera trascritti dal compositore britannico Mark Hamlyn appositamente per l'ensemble Officina Musicale diretta da Orazio Tuccella. E' la novità che rende straordinario l'evento: una delle più blasonate formazioni strumentali abruzzesi di musica operistica farà risuonare i brani del rock più leggendario, una novità ai limiti dell’azzardo.
«La versione trascritta per 16 strumenti di The Dark side of the moon dei Pink Floyd è stata da noi eseguita per la prima volta il 29 gennaio 2012 presso il ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila», spiega il direttore dell'Officina, Orazio Tuccella. «Ed ebbe un successo incredibile. Da qui l'idea di 1973 Rock Made in England. Ed è una sfida, certamente. Una sfida che nasce dalla nostra curiosità di voler sentire le note di questi brani immortali del rock con un suono classico. In parole semplici, ricrearne il linguaggio musicale con strumenti prevalentemente usati nel repertorio della musica classica».
L’organico strumentale è composto da Federica Vignoni (violino), Azusa Onishi (violino), Margherita Di Giovanni (viola), Andrea Agostinelli (violoncello), Gabriele Paggi (tromba), Pierpaolo D'Aprile (trombone tenore), Stefano Centini (trombone basso), Luigi Ginesti (corno), Alfonso Giancaterina (clarinetto), Pedro Spallati (sax alto-tenore), Emiliano Zenodocchio (flauto), Fabio Capriotti (pianoforte e tastiera), Vincenzo Ripo-Liposi (contrabasso), Alessandro Ricci (batteria) e Gianni Maestrucci (percussioni).
©RIPRODUZIONE RISERVATA