Il jazz di Piero Delle Monache entra nell’età dell’Aurum

PESCARA. Tracce di Africa, richiami alle origini e all'età dell'oro narrata da Esiodo, una certa curiosità per i miti ancestrali e un sound ora ipnotico ora solare, carico di modernità e di ansia...
PESCARA. Tracce di Africa, richiami alle origini e all'età dell'oro narrata da Esiodo, una certa curiosità per i miti ancestrali e un sound ora ipnotico ora solare, carico di modernità e di ansia verso il futuro.
Il viaggio musicale di Piero Delle Monache - il 32enne sassofonista e compositore pescarese da tempo nella lista dei dieci migliori sassofonisti di tutta Italia secondo i Jazzit Awards - segue la strada aperta dal precedente "Thunupa, e lancia un nuovo disco per Parco della Musica Records, “Aurum”.
Tredici brani, cinquanta minuti ricchi di ispirazione e tecnica. Che Delle Monache descrive «come in un film».
«La musica che scrivo è cinematografica, è la colonna sonora della mia vita». Lo ha raccontato l'altra sera al musicologo Stefano Zenni nello spazio di Gong Music Workshop a Pescara, lo storico negozio di dischi di Tonino Di Nicola e Annalisa Seccia in via Palermo, punto di ritrovo di tutti gli amanti della musica jazz in città e non solo.
Con Delle Monache, nel live da Gong, hanno suonato Mauro Campobasso, chitarrista (sul palco della stagione concertistica della "Luigi Barbara" il 19 dicembre a Pescara per un concerto omaggio multimediale al regista David Lynch) e produttore artistico dell'intero album, e il percussionista Walter Carapelli.
“Aurum” è il terzo album da leader registrato da Piero Delle Monache e arriva dopo il Thunupa African Tour 2013. E’ jazz crossover quello suonato da Piero Delle Monache che, oltre al suo quartetto base (con Giovanni Ceccarelli al piano, Tito Mangialajo al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria), ha voluto riunire intorno a sé altri amici e colleghi: la cantante brasiliana Tati Valle, il percussionista zimbabwano Othnell Mangoma, i jazzisti Bepi D’Amato e Luca Aquino, il jd e producer Maurizio Bilancioni aka Mess Morize. Di estrazione jazz ma dallo stile personale e poetico, Piero Delle Monache si é formato tra Siena Jazz, il Columbia College di Chicago e il Saint Louis di Roma. Vincitore del Premio Clessidra 2012, il sassofonista pescarese ha intrapreso anche una propria attività didattica basata sua tesi di ricerca intitolata “Lo zen e i sovracuti. Un metodo didattico per imparare a suonare il sax con naturalezza”.
Jolanda Ferrara
©RIPRODUZIONE RISERVATA