Il lato oscuro del lavoro nel libro di Luigi Vicinanza

PESCARA. Si leva una luce di speranza, o almeno di coscienza della non imbattibilità del nemico da affrontare, nella pur accorata analisi dello stato dell’occupazione in Italia e in Occidente,...
PESCARA. Si leva una luce di speranza, o almeno di coscienza della non imbattibilità del nemico da affrontare, nella pur accorata analisi dello stato dell’occupazione in Italia e in Occidente, contenuta nel volume “Diseguali – Il lato oscuro del lavoro” (Guida, 140 pagine, 12 euro) di Luigi Vicinanza (attuale direttore del Tirreno, dopo diretto l’Espresso e il Centro) e dello studioso Ernesto Paolozzi. Il libro sarà presentato, oggi alle 17.30, alla Fondazione Pescarabruzzo in corso Umberto a Pescara. Ne discuteranno, insieme a Vicinanza, Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Gianni Melilla, Emanuele Felice e l’arcivescovo Tommaso Valentinetti .
«Dagli ultimi decenni del Novecento la globalizzazione e l’ involuzione politica dell’Occidente, succube della prima sotto più particolari versanti», afferma Vicinanza, «ha fagocitato le idealità costitutive degli Stati, facendo della “crisi del lavoro la più vasta crisi della democrazia».
L’etica del lavoro, quale fondamentale dimensione di democrazia in senso etimologico, cioè di partecipazione dell’uomo-“animale politico” alla collettività in cui vive, è regredita, secondo gli autori del saggio, a variabile di un profitto sfrenato. Il saggio è una proposta/risposta degli autori agli interrogativi del tempo presente: la recessione economica, l’impoverimento delle classi intermedie, l’immigrazione disperata, le tensioni etniche, la paura del terrorismo internazionale, l’espansione del fanatismo islamico. Un insieme di fattori critici che, di fatto, hanno chiuso un’epoca durata settant’anni durante le quali le sorti del vecchio continente hanno assicurato pace, sviluppo, benessere e cooperazione.
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