Il legame forte con l’Abruzzo: l’amicizia con Di Venanzo e i riconoscimenti al Flaiano

All’Abruzzo Monica Vitti era legata per i riconoscimenti ricevuti, ma soprattutto era legata da amicizia e reciproca stima a un cineasta abruzzese che aveva saputo illuminare la sua bellezza moderna...
All’Abruzzo Monica Vitti era legata per i riconoscimenti ricevuti, ma soprattutto era legata da amicizia e reciproca stima a un cineasta abruzzese che aveva saputo illuminare la sua bellezza moderna e interpretare visivamente con la luce giusta l'anima inquieta di personaggio drammatico, prima del passaggio ai ruoli brillanti. Il direttore teramano della fotografia Gianni Di Venanzo (1920-1966), collaboratore di tanti maestri della settima arte, aveva curato le luci per i film di Michelangelo Antonioni Le amiche (1955), Il grido (1957), La notte (1960), L’eclisse (1962), contribuendo a crearne l’atmosfera.
Due di queste pellicole, La notte e L’eclisse, videro magistrale interprete Monica Vitti. Le attrici (ma pure gli attori) sono grate ai direttori della fotografia che sanno illuminarle e Monica Vitti ribadì la sua gratitudine e stima per Gianni Di Venanzo ricordandolo dopo la scomparsa con una lettera. Molti anni dopo, nel 2019 a Teramo, in occasione del 24° Premio Internazionale per la Fotografia Cinematografica intitolato al maestro teramano della luce, la madrina di quell’edizione, l’attrice Violante Placido, lesse sul palco quel testo facendo una sorpresa agli organizzatori del festival, l’associazione culturale Teramo Nostra, ed emozionando il pubblico.
LA LETTERA
A GIANNI DI VENANZO
La lettera di Monica Vitti per Di Venanzo spiegava meglio di un manuale di cinema la funzione della fotografia: «Caro Gianni, quando misuravi la luce sui visi, sui paesaggi e sulle cose era sempre giusta, perché eri tu a inventarla. La tua luce, che era la tua sensibilità, raccontava lo stato d’animo, la situazione, il dramma, la commedia, la felicità, la disperazione, il riso e il pianto, tutto. Gli davi un senso. Eri tu a dare la vita alla storia, i tuoi occhi esaminavano la realtà con grande amore, la illuminavano perché la gente potesse capirla meglio. La tua luce ne La notte, film di Michelangelo Antonioni, era quasi più delle parole e dava vitalità alle persone e al racconto, ai personaggi e alle emozioni. Ne L’eclisse, sempre di Michelangelo, hai raccontato una metamorfosi, uno smarrimento, quel non potersi adattare alla realtà che continua a cambiare, ma sempre con la tua luce lì che sorveglia e fa capire di più. Sei stato un grande aiuto per gli attori, per gli autori e per i registi. Noi possiamo solo ringraziarti, ringraziarti sempre e ricordarti come un grande Maestro e un grandissimo amico».
il premio flaiano
e l’omaggio del mediamuseum
L’Abruzzo ha celebrato Monica Vitti ripercorrendo omaggi e riconoscimenti tributati alla straordinaria attrice: nel 1988 le fu assegnato il Premio Internazionale Flaiano per l'Interpretazione (per il complesso dell'opera). Nel novembre 2011, per l’80esimo compleanno, fu allestita una rassegna di cinque suoi film al Mediamuseum Museo del Cinema di Pescara e al Supercinema di Chieti nell'ambito del 21° Festival Scrittura e Immagine. I Premi Flaiano ricordano la grande interprete anche con un aneddoto: «In occasione della sua premiazione l’autista incaricato dall'organizzazione dei Premi andò a Roma a prenderla a casa; Monica Vitti scese, vide che l'auto era di una nota marca tedesca e si rifiutò di salirci per motivi scaramantici. L'organizzazione dovette reperire velocemente un’altra auto che non fosse di marca tedesca. Durante il viaggio, insieme a Suso Cecchi D'Amico, regina della sceneggiatura, si ruppe l'aria condizionata dell’auto; arrivata in albergo, Monica Vitti raccontò ridendo che avevano fatto il viaggio con la testa fuori dal finestrino per il caldo e ringraziò l'autista per l'esperienza vissuta».
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