Il mercante di Venezia versione Albertazzi E Rigillo è Shylock

PESCARA. Un omaggio all’«imperatore del teatro italiano», Giorgio Albertazzi, con la messa in scena di un’opera tra le più complesse e sempre sorprendenti di William Shakespeare, “Il Mercante di...
PESCARA. Un omaggio all’«imperatore del teatro italiano», Giorgio Albertazzi, con la messa in scena di un’opera tra le più complesse e sempre sorprendenti di William Shakespeare, “Il Mercante di Venezia”, regia di Giancarlo Marinelli con sul palco uno degli attori più sapienti e potenti del teatro italiano: Mariano Rigilio.
La stagione “Teatro al D’Annunzio”, inserita all’interno del PeFest, prosegue questa sera alle 21.15 rendendo onore, si legge nella nota del’Emp, Ente manifestazioni pescaresi che produce lo spettacolo, «al grande Albertazzi». Il D’Annunzio, sul lungomare Colombo 122, accoglierà dunque una compagnia di 14 attori, pronti a mettere in scena una nuova versione di “Il Mercante di Venezia di Shakespeare”. La regia è firmata da Giancarlo Marinelli, che ha raccolto il testimone del Maestro, debuttando a luglio a Verona.
L’incipit dello spettacolo prenderà le mosse dalle battute finali dell’Anonimo Veneziano di Giuseppe Berto. I temi sono quelli del Bardo e del compianto mattatore toscano: il conflitto tra generazioni, la bellezza che muore e che si riscatta, la vendetta, l’amicizia, la giovinezza che deve fare i conti con le trasformazioni del tempo, il carnevale dell’esistenza.
A rievocare il successo e l’interpretazione magistrale di Giorgio Albertazzi, sarà un cast potente e rinnovato: Mariano Rigillo (dallo stesso Albertazzi assai stimato, non a caso avrà lo stesso ruolo, quello di Shylock), Romina Mondello nei panni di Porzia e Fabio Sartor in un Antonio che tanto somiglia a Gustav von Aschenbach. Presente anche Francesco Maccarinelli con le sue incisive performance. Scene di Fabiana Di Marco, costumi di Daniele Gelsi, luci di Luca Palmieri.
«Se devi riprenderlo, fai una cosa: dimenticami. Dimenticati che l’ho fatto io» Giancarlo Marinelli ricorda le parole del Maestro durante una delle sue ultime repliche. «Ma Albertazzi diceva anche un’altra cosa», aggiunge il regista, «diceva che il teatro è dire la verità facendo finta; è un bugia sotto giuramento. Ed allora sì, lo giuro: Maestro ti dimenticherò”.
“Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) fu scritta da Shakespeare probabilmente tra il 1596 e il 1598.
La trama dell'opera riprende abbondantemente quella di una novella trecentesca di ser Giovanni Fiorentino, “Il Giannetto”, prima novella della giornata quarta della raccolta di cinquanta detta “Il Pecorone”, che il Bardo aveva avuto modo di conoscere nella traduzione di William Painter. In particolare, del Giannetto vengono conservati, pressoché intatti, i personaggi corrispondenti a Bassanio, Shylock e Porzia, oltre che la vicenda della penale di una libbra di carne.
Teatro al D’Annunzio prosegue domani, domenica 4 agosto, con Love Letters, sul palco Raul Bova e Rocío Muñoz Morales.
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