Il ministero della suprema felicità Arundhati Roy venti anni dopo

5 Giugno 2017

ROMA. Vent'anni dopo “Il dio delle piccole cose”, Arundhati Roy torna alla narrativa con “Il ministero della suprema felicità” che arriva nelle librerie italiane per Guanda domani, 6 giugno, in...

ROMA. Vent'anni dopo “Il dio delle piccole cose”, Arundhati Roy torna alla narrativa con “Il ministero della suprema felicità” che arriva nelle librerie italiane per Guanda domani, 6 giugno, in contemporanea con Usa e Gran Bretagna.
La copertina, scelta dalla scrittrice, riproduce una lapide, e sarà la stessa in tutto il mondo come era accaduto per “Il dio delle piccole cose”, Booker Prize nel 1997, tradotto in 40 lingue.
Le 500 pagine de “Il ministero della suprema felicità”, tradotto da Federica Oddera, si aprono in un cimitero della vecchia Delhi dove uno dei protagonisti della storia, Anjum, un uomo che si sente donna, sta srotolando un consunto tappeto persiano. Parte da qui il lungo viaggio nel vasto mondo dell’India raccontato dalla Roy, che sarà in Italia con il suo secondo atteso romanzo per tre eventi: il 12 giugno all’Auditorium Parco della Musica di Roma per un’anteprima di Libri Come, il 13 giugno alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna per un'anteprima della Repubblica delle Idee e il 14 giugno al Teatro Franco Parenti di Milano. Dagli angusti quartieri della vecchia Delhi agli scintillanti centri commerciali della nuova metropoli, fino alle valli e alle cime innevate del Kashmir dove la guerra è pace, la pace è guerra e occasionalmente viene dichiarato lo «stato di normalità», la grande scrittrice indiana ci fa entrare in un mondo dove gli eroi sono gli emarginati, le persone che lottano per i loro sogni e la loro felicità e dove in fondo «è tutta questione di cuore..» come dice il verso di Nazim Hikmet citato nella dedica.
Attivista politica, ecologista, autrice di molte opere di non fiction, di saggi e pamphlet, la Roy ci fa sentire il suo spirito ribelle e anticonformista in questa storia in cui i personaggi varcano i confini da quelli di genere come Anjum a quelli religiosi e di etnia. E poi c’è l'enigmatica Tilottama di cui sono innamorati tre uomini tra i quali il guerrigliero Musa il cui destino è intrecciato al suo. Storia di sentimenti e di protesta, il nuovo romanzo della Roy, che vive a New Delhi, ci mostra eroi spezzati dalla realtà in cui vivono ma che non si arrendono, che vanno avanti, nonostante la loro fragilità, grazie a gesti d’'amore e di speranza in un India dalle mille contraddizioni. E alla fine il cimitero che Anjum ha eletto a sua dimora assume un significato inaspettato, un po’ come il titolo del libro.
Mauretta Capuano