«Il mio tempo vola guardo vecchi film e tanto teatro in tv»

17 Marzo 2020

Il regista teramano non si annoia: «Sto leggendo  libri straordinari. Il MaggioFest si farà in autunno»

TERAMO. «Come tutti sono a casa. Ma il mio tempo vola lo stesso, arrivo a sera che ho fatto tante cose. Tutto quello che normalmente, stando di solito molto fuori casa, non riuscivo a fare. Riordino carte, oggetti, do un ordine più preciso e attento a quanto fa parte della mia vita. Approfitto di questo tempo sospeso per leggere ancora di più, vedere film, pensare. Per stare con me stesso in questo silenzio».
Non si annoia in casa il regista teramano Silvio Araclio, didatta del teatro, maestro di generazioni di allievi poi diventati attori, direttore artistico dell’associazione culturale e compagnia teatrale Spazio Tre fondata con Carla Piantieri e ideatore a Teramo delle storiche rassegne MaggioFest e Scena d’Autunno.
«Penso anche a come progettare quello che farò dopo, ho rimandato tutti i progetti all’autunno. È un momento in cui pensare senza la pressione della contingenza. Molto realisticamente, ci vorrà del tempo perché le cose possano ripartire regolarmente».
Il MaggioFest quando si svolgerà?
«Sarà rimandato all’autunno. Per questa 29ª edizione avevamo contatti già presi con artisti e cineasti. Era quasi pronto il manifesto di Stefano Canulli, che da sempre lavora all’immagine del Maggio. Anche i saggi sono rinviati a date migliori».
Fermi i corsi di teatro di Spazio Tre. Cos’ha detto ai suoi allievi?
«Spazio Tre, anche se fermo, è un cuore pulsante dentro di me. Spero di poter rivedere i miei allievi prima dell’estate. Sto preparando per loro una lettera che pubblicherò sulle pagine social di Spazio Tre su libri da leggere e film da vedere. Forse pubblicherò anche un breve video con piccole letture. Suggerimenti di bellezza, poesie che amo. Lo faccio anche per me e per chi ama certe pagine».
Cosa sta leggendo in questi giorni?
Sto finendo di leggere Il sussurro del mondo (La Nave di Teseo), un libro straordinario di Richard Powers, premiato col Pulitzer nel 2019 per questo romanzo. Un libro necessario in questo momento, un romanzo profetico sul rapporto Uomo-Natura. La protagonista Patricia attraverso un linguaggio simbolico racconta la vita degli alberi. La morale è che, come scriveva il poeta Walt Whitman, una foglia d’erba non vale meno della quotidiana fatica delle stelle. Inoltre, siccome leggo più libri alla volta, ho iniziato L’architettrice (Einaudi) di Melania Mazzucco, di cui sono curiosissimo poiché parla di una donna, Plautilla, realmente esistita, che fu architetto in un’epoca dominata dalle grandi figure di Bernini e Borromini. Sto leggendo anche Francesco e il Sultano (Einaudi) di Ernesto Ferrero, un capitolo poco noto della vita del santo. E poi, ho sul comodino l’Eneide di Virgilio e, per addormentarmi, 101 storie zen. Una storiellina zen di due minuti prima di dormire fa sempre bene.
Quale libro consiglierebbe?
Una storia naturale della curiosità (Feltrinelli) di Alberto Manguel, un grande saggista argentino, una delle ultime figure di intellettuale a tutto tondo come Umberto Eco. L’incipit “La curiosità mi incuriosisce” sembra scritto per me. Un libro enciclopedico, meraviglioso, sui più grandi pensatori, artisti, scrittori, da Dante a Shakespeare. Un libro sul perché, perché le storie accadono, perché si scrivono i libri. Una miniera di ghiottonerie letterarie.
In tv cosa guarda?
Qualche film, ma non li vado a cercare chissà dove, su Netflix o Sky o altre piattaforme. Sono appassionato dell’Ispettore Barnaby, lo adoro, e di Padre Brown. Sono gialli eleganti, per niente truculenti, veri minuetti di intelligenza. Vedo i documentari sui musei, bellissime visite virtuali.
Ai suoi allievi, e non solo, che film consiglia?
Classici come La vita è meravigliosa e Arsenico e vecchi merletti di Frank Capra, che possono trovare su YouTube. All about Eve (Eva contro Eva) di Mankiewicz per quello che ci dice sulla competizione nel mondo dello spettacolo, Jules et Jim di Truffaut. E Barry Lindon di Kubrick, un piacere voluttuoso degli occhi e della mente. I ragazzi guardino anche i documentari sui grandi personaggi della politica e della vita sociale.
La Rai ha adeguato i palinsesti puntando ancor più sulla cultura, col teatro di Goldoni, Eduardo, Vincenzo Salemme. Inoltre su RaiPlay si accede senza login a un ricco catalogo che comprende anche i gloriosi sceneggiati degli anni '60-70. Cosa consiglia di vedere?
Non c’è un consiglio da dare a chi ama il teatro, semplicemente lo vedano. Anche le commedie più leggere di Salemme. Rivedere Eduardo è sempre una bella cosa. In tv Goldoni si può godere benissimo. Così Shakespeare nelle trasposizioni di Branagh o Olivier. Da vedere tutti gli sceneggiati di Bolchi e Majano, scritti e diretti da professionisti colti e interpretati da bravissimi attori che recitavano e non bisbigliavano come oggi. Sceneggiati come I fratelli Karamazov, da Dostoevskij, permettono a chi non li ha letti di avere un resumé di grandi classici che hanno fatto la storia del pensiero occidentale. Diceva la regista Tatiana Pavlova che in una storia bisogna cercare il seme. Nei nostri grandi sceneggiati c’era il seme di quei grandi libri.
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