Il mondo di Steve McCurry in mostra a Campobasso

Il grande fotografo americano propone i suoi scatti più amati nell’antologia Icons Tra i volti esposti c’è anche l'immagine più conosciuta “La ragazza afgana”
Centoventuno scatti più dieci inediti: è Icons, la mostra fotografica di Steve McCurry inaugurata sabato scorso alla ex Gil di Campobasso. L’esposizione (resterà aperta fino al 28 aprile) è un viaggio che attraversa le frontiere per far conoscere da vicino ciò che accade nel mondo senza, quasi, che noi ce ne accorgiamo. Americano di Philadelphia, 69 anni, McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea e molte delle sue immagini, a partire dalla “Ragazza afghana”, a ragazza fotografata nel campo profughi di Peshawar in Pakistan, sono diventate icone conosciute in tutto il mondo. La mostra inizia con una serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra, sofferenza e gioia. Icons si presenta come un itinerario fluido, non scandito da sequenze obbligate, in grado di lasciare il visitatore libero di muoversi tra immagini che raccontano luoghi e tempi diversi. La selezione racchiude il grande viaggio nell'umanità che McCurry ha intrapreso quasi 40 anni fa e include tutte le immagini da lui più amate di cui vengono svelate storie e particolari. Tra i volti esposti c’è anche l'icona assoluta: Sharbat Gula, la ragazza afgana. Con le sue foto, Steve McCurry mette in contatto i visitatori con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, sottolineando sempre la dimensione umana del soggetto ritratto.
Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, attivo da ormai quasi quarant’anni e punto di riferimento per un larghissimo pubblico che nelle sue fotografie riconosce un modo di guardare il nostro tempo. E’ considerato una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea. La sua maestria nell'uso del colore, l'empatia e l'umanità delle sue foto fanno sì che le sue immagini siano indimenticabili. Ha ottenuto copertine di libri e di riviste, ha pubblicato svariati libri e moltissime sono le sue mostre aperte in tutto il mondo.
Nato nei sobborghi di Philadelphia, McCurry ha studiato cinema e storia alla Pennsylvania State University prima di andare a lavorare in un giornale locale. Dopo molti anni come freelance, McCurry compie un viaggio in India, il primo di una lunga serie. Con poco più di uno zaino per i vestiti e un altro per i rullini, si apre la strada nel subcontinente, esplorando il paese con la sua macchina fotografica.
Dopo molti mesi di viaggio, si ritrova a passare il confine con il Pakistan. Là, incontra un gruppo di rifugiati dell'Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro paese, proprio quando l'invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. Riemergendo con i vestiti tradizionali e una folta barba, McCurry trascorre settimane tra i Mujahidin, così da mostrare al mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan, dando finalmente un volto umano ad ogni titolo di giornale.
Da allora, McCurry ha continuato a scattare fotografie mozzafiato in tutti i sei continenti. I suoi lavori raccontano di conflitti, di culture che stanno scomparendo, di tradizioni antiche e di culture contemporanee, ma sempre mantenendo al centro l'elemento umano che ha fatto sì che la sua immagine più famosa, la ragazza afgana, fosse una foto così potente.
McCurry è stato insignito di alcuni tra i più importanti premi della fotografia, inclusa la Robert Capa Gold Medal, il premio della National Press Photographers e per quattro volte ha ricevuto il primo premio del concorso World Press Photo. Il ministro della cultura francese lo ha nominato cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere e, più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement.
McCurry ha pubblicato molti libri, tra cui The Imperial Way (1985), Monsoon (1988), Portraits (1999), South Southeast (2000), Sanctuary (2002), The Path to Buddha: A Tibetan Pilgrimage (2003), Steve McCurry (2005), Looking East (2006), In the Shadow of Mountains (2007), The Unguarded Moment, (2009), The Iconic Photographs (2011), Untold: The Stories Behind the Photographs (2013), From These Hands: A Journey Along the Coffee Trail (2015), and India (2015).
La mostra di Campobasso si può visitare tutti i giorni da martedì a sabato in questi orari: 10-13 e 17-20. Il lunedì la mostra è chiusa.
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