Il musical “Belle e la Bestia” apre la stagione di prosa

In scena stasera, con replica domani alle 18, lo spettacolo tratto dalla celebre fiaba Sul palco ventidue artisti, settanta cambi d’abito per rivivere la Francia dell’800
TERAMO. Il musical apre oggi a Teramo la 18ª stagione di prosa allestita dalla Società Primo Riccitelli, sempre con la direzione artistica del maestro Ugo Pagliai. Appuntamento alle 20.30 al teatro Comunale (replica pomeridiana domani alle 18) con lo spettacolo della bresciana Compagnia dell’Ora La leggenda di Belle e la Bestia. Nel musical scritto da Luca Cattaneo, anche regista, con musiche di Enrico Galimberti, costumi Silvia Pedretti, scene di Fabrizio Cattaneo e coreografie di Silvia De Petri, si contano ventidue performer, settanta cambi d’abito e sei diverse ambientazioni che portano lo spettatore nella Francia dell’Ottocento, con finale inaspettato per una storia senza tempo. Storia ispirata all’antica fiaba europea La belle et la bête, diffusa in molte varianti, di cui la più nota è quella del Settecento scritta da di Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, nella riduzione pubblicata da Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. Nel musical La leggenda di Belle e la Bestia protagonista è un principe trasformato per la sua arroganza in bestia ripugnante; in un remoto castello convive coi ricordi confusi dell’amore per la sua principessa; solo una persona in grado di amarlo più della propria vita potrà spezzare l’incantesimo. Il casuale incontro con Belle, figlia di un mercante vedovo, farà riaffiorare in Bestia il vago e dolce ricordo di una principessa sparita dalla memoria di tutti a causa di un maleficio. Il tentativo di spezzare il sortilegio si scontra con le trame di Miguel, bullo del villaggio pronto a tutto per conquistare Belle. «Il fato farà incontrare Belle e Bestia. Ma cosa accadrebbe se Bestia si convincesse che la ragazza altri non è che la principessa dimenticata a causa del maleficio?», si legge nelle note di regia. «La storia è più che nota, ma lo spettacolo vuol portare una più ampia riflessione sui temi universali che la favola tratta con apparente leggerezza e che sono essenza della vita: la bellezza autentica che va oltre le apparenze\, l’accettazione, a cominciare da quella di se stessi e che passa dall’amarsi all’amare, la paura del diverso, per cui ciò che non si conosce spaventa generando pregiudizio e cattiveria, l’arroganza e il bullismo, la consapevolezza che non si nasce buoni o cattivi ma sono le scelte, buone o cattive, a determinare quello che siamo, il sapere di poter cadere in errore ma avere la capacità di porvi rimedio».