Il “No” di Vallozza al nazi-fascismo in scena stasera a Collelongo

COLLELONGO. La produzione del Tsa (Teatro stabile d'Abruzzo), “No, storia di un rifiuto” andrà in scena, stasera alle 21, nel teatro Botticelli di Collelongo. In occasione della Festa della...
COLLELONGO. La produzione del Tsa (Teatro stabile d'Abruzzo), “No, storia di un rifiuto” andrà in scena, stasera alle 21, nel teatro Botticelli di Collelongo.
In occasione della Festa della liberazione del 25 aprile, l'associazione Teatri dei Marsi presenta uno spettacolo sul tema della resistenza al nazifascismo, di e con Giacomo Vallozza. Lo spettacolo di questa sera è il quarto appuntamento della stagione teatro e musica a Palazzo Botticelli organizzata dai Teatri dei Marsi in collaborazione con il Comune di Collelongo
«”No”», racconta Vallozza, «è una storia dimenticata che voglio raccontare vagando sulle tracce di mio padre, militare italiano internato nei lager tedeschi dal 14 settembre del ’43 al 6 aprile del ’45, quando fu liberato dalle truppe canadesi nell’ospedale di Füllen, famigerato campo della morte. “No” è il tentativo di dare voce a seicentomila soldati che, senza accordi prestabiliti, hanno, a rischio della loro stessa vita, detto no al nazifascismo e gettato le basi per una nuova Italia, la cui sintesi è nell’articolo 11 della Costituzione: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”».
Lo spettacolo, continua Vallozza,«è una sfida lanciata alla Storia, ripercorrendo le vicende che hanno portato alla seconda uerra mondiale, la catastrofe più grave nel cammino dell’umanità: 55 milioni di morti, 40 milioni solo in Europa, più di metà civili».
«“No” », conclude Giacomo Vallozza, «è anche un voler chiedere perdono alle innumerevoli vittime provocate dagli italiani nella folle corsa alla conquista di altri territori».
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