Il nuovo lavoro di Gabriele Di Camillo: storia di migrazioni, radici e rinascite

PESCARA. Dopo il successo del libro Il risveglio di Bruno, con protagonista un cucciolo di orso marsicano, il montesilvanese Gabriele Di Camillo affronta il tema della migrazione con il suo nuovo...
PESCARA. Dopo il successo del libro Il risveglio di Bruno, con protagonista un cucciolo di orso marsicano, il montesilvanese Gabriele Di Camillo affronta il tema della migrazione con il suo nuovo lavoro Mother without a flag.
Con uno stile asciutto, essenziale, Di Camillo prende per mano il lettore facendolo immergere in una tematica quanto mai attuale, affrontando le implicazioni sociali e psicologiche a questa connesse. Lo strappo dalle proprie radici, con una portata emotiva di peso, la necessità di piantarne di nuove in un altro posto, la difficoltà di reinventarsi nel caso in cui sia possibile un ritorno. Il libro è un atto unico in cui convogliano tre personalità, quasi tre punti di vista differenti sullo stesso argomento.
«Quando penso a popoli che si spostano, ricordo una cosa che mi rimase impressa studiando la chimica: la valenza» ha raccontato l’autore in occasione della presentazione del libro al Salone della Cultura di Milano. «Gli atomi sono alla costante ricerca di combinarsi con altri elementi, anche differenti, per ottenere stabilità e formare i legami chimici. Noi umani, se non riusciamo a vivere dove siamo nati, dobbiamo cercare altri posti. Noi italiani lo abbiamo fatto per anni. Chi di noi non ha parenti emigrati all’estero?».
Nella scrittura di questo libro, come precisa, ci sono influenze legate alla sua famiglia. «Mia moglie è nata in Francia da genitori italiani. Ho parenti emigrati in Svizzera, negli Stati Uniti. Mi ha influenzato la storia di mio padre, legata alla sua prigionia nella guerra d’Africa. Con questo testo, vorrei liberare un pensiero di reale fratellanza terrena, poiché tutti, prima o poi, potremmo aver bisogno di aiuto, di affetto, e, come si vede nella copertina, il pianeta Terra non ha angoli. È libero. Dovremmo liberarci dal pregiudizio, perché l’altro siamo noi. Siamo atomi in cerca di equilibrio e armonia».