Il nuovo libro di Luciano Odorisio sull’onda di un “amarcord” teatino

La presentazione stasera a Chieti, con Andrea Roncato, Alda D’Eusanio e Giovanni Legnini
Torna il piccolo mondo di provincia di Luciano Odorisio con tutti i suoi singolari personaggi in una sequenza di racconti esilaranti ma, al tempo stesso, spesso velati di malinconia e comunque in grado di far riflettere. L’appuntamento è fissato per stasera alle 21,15 in piazza Vico a Chieti per la presentazione di La moglie del capitano, secondo libro (edizioni Il Viandante) del regista, sceneggiatore e scrittore teatino, anni fa insignito dall’Università d’Annunzio dell’Ordine della Minerva «per aver saputo raccontare la provincia italiana nelle sue contraddizioni e velleità, tenendo a mente la grande lezione di Pietro Germi e tratteggiando una galleria di personaggi che ricordano i beffardi ritratti di Gogol e Cechov». Una personalità ironica confortata da una grande capacità di osservare, quella di Odorisio. Osservare e far riflettere sui ricordi della propria infanzia, comici e al tempo stesso commoventi. Scanditi da personaggi singolari che racchiudono l’anima schietta della vita di provincia raccontata in maniera irriverente senza sconti per nessuno. Tra nomi, soprannomi e situazioni paradossali che comunque rendono, in maniera cinematografica, l’immagine di una commedia abruzzese tutta da ridere ma anche segnata da situazioni amare. Attorno al dilemma di sempre: "Ci vuole più coraggio ad andare via oppure a restare?". Qualcosa di irrisolto, anche per Luciano Odorisio che lasciò Chieti a poco più di vent’anni inseguendo a Roma il sogno di entrare nel mondo dello spettacolo. E, nel libro, è particolarmente significativo il momento della partenza, accompagnato alla stazione dal padre Adelchi che "per vivere suonava il violino e per sopravvivere era impiegato al Comune", al quale Odorisio era parecchio legato. Un momento dolcissimo, di grande intensità, come diversi altri contenuti nei racconti della raccolta e puntualmente intervallati da lampi ironici, irriverenti e a tratti dissacranti.
«I personaggi sono tutti veri», spiega il regista, «e fanno parte della mia storia. Ed io, come una sorta di puparo, li faccio muovere attorno a storie che scandivano la vita cittadina. Amo il mio Abruzzo e amo, ovviamente, Chieti anche se, quando torno, dopo tre giorni devo assolutamente andare via. È così. Rientro a Roma e magari già pregusto il piacere del prossimo ritorno». Un rapporto di odio e amore, che già traspare nei film di Odorisio ambientati a Chieti come Sciopèn e Via Paradiso oltre che nei racconti contenuti nel primo libro, Non invecchieremo mai (edizioni Il Viandante) pubblicato quattro anni fa. Ancora scorribande in un mondo vissuto intensamente, magari seguendo le storie dei maestri del "si dice", del pettegolezzo eretto a sistema. La presentazione sarà condotta da Stefano Marchionno (associazione “Noi del G.B. Vico”), interverranno la giornalista Alda D’Eusanio e vecchi amici dello stesso Odorisio come l’attore Andrea Roncato, Giancarlo Zappacosta, già dirigente della Regione Abruzzo, e Giovanni Legnini, commissario straordinario per la ricostruzione. Un simpatico e intenso amarcord ma, soprattutto, filo conduttore dei racconti, la figura, appunto, della “moglie del capitano”, una giovane donna settentrionale che comparve a suo tempo a scatenare le fantasie adolescenziali di tanti ragazzi durante le tradizionali “vasche” lungo corso Marrucino. "…il vestito blu notte si apriva ad ogni passo fluttuando su luminose cosce nude, ben tornite, setose, non portava calze, non aveva freddo, body heat…". Già. Nell’ultima di copertina Luciano Odorisio la ricorda proprio così.