Il Padrino: dopo 50 anni il capolavoro torna in sala

27 Febbraio 2022

Da domani fino al 2 marzo, nei cinema l’edizione restaurata del film più caro al regista Francis Ford Coppola

NEW YORK. Uno dei capolavori del cinema mondiale torna nelle sale nonostante sia passato mezzo secolo dal debutto al cinema. Il Padrino di Francis Ford Coppola, di cui Hollywood celebra il 15 marzo il 50° anniversario, è uscito in una nuova edizione meticolosamente restaurata che ha cancellato macchie, graffi, strappi e altre usure provocate dal passare del tempo. In Italia sarà nelle sale dal 28 febbraio al 2 marzo.
L'obiettivo del progetto, ha detto Coppola al New York Times in occasione delle “nozze d'oro”, era di riportare il film tre volte premio Oscar allo stato della sua prima uscita, senza necessariamente rovinarne il famoso aspetto “dark”. Per il regista, quel film sull'ascesa e la caduta della famiglia Corleone resta uno dei più amati della sua lunga carriera: «No, mai», ha risposto Coppola quando gli è stato chiesto se, nell'ultimo mezzo secolo, si è mai stancato di guardarlo. L'italo-americano era all'epoca semi-sconosciuto: la scelta della Paramount, che aveva comprato i diritti del romanzo omonimo di Mario Puzo, cadde su di lui dopo una serie di “no” eccellenti, tra cui Sergio Leone, Sam Peckinpah, Peter Bogdanovich, Elia Kazan e il veterano dei gangster movie Arthur Penn. Fu quasi per disperazione e per ragioni economiche (costava poco) che la scelta alla fine cadde su Coppola che apparteneva alla generazione dei “nuovi leoni” come George Lucas e Martin Scorsese. Il regista accettò, a patto di avere con sé Marlon Brando e Al Pacino. «Dovete capire, da cineasta, non sapevo veramente come fare Il Padrino. Ho imparato a farlo, facendolo», ha detto al quotidiano statunitense.
Il Padrino è forse il solo film campione di incassi ad essere stato premiato agli Oscar, mentre la serie (ne fanno parte due sequel e un director's cut della tanto vituperata “parte terza”) è l'unica ad aver ricevuto la statuetta per Miglior film sia per la prima che per la seconda parte. Battute del copione scritto da Coppola e Puzo, tra cui quell’«offerta che non si può rifiutare» e «lascia le pistole e porta i cannoli», sono entrate nel lessico globale assieme a termini come consigliori, mandamento, picciotto che anni dopo le rivelazioni ai maxi-processi di mafia rivelarono reali. E poi la musica di Nino Rota, le ombre della cinematografia di Gordon Willis ricostruita in quasi 5 mila ore in laboratorio di restauro e la revisione di ogni fotogramma. «La Paramount era impreparata per il successo: improvvisamente si trovarono a doverlo proiettare a New York in cinque cinema contemporaneamente perché c'era tanta richiesta e poi in tante sale in tutto il mondo», ha spiegato il regista: «Ma anzichè pensare a preservare il negativo originale, lo logorarono usandolo per ricavarne tante copie. E a forza di essere usate, le copie cominciarono a non esser più come avrebbe dovuto essere il film».