Il paese dove fioriscono i mosaici Tornareccio rinasce con l’arte

15 Settembre 2017

TORNARECCIO. Tornareccio è diventato un museo a cielo aperto grazie ai mosaici che, anno dopo anno, hanno colorato le strade del borgo già famoso per il suo miele. Un paese in cui ha le proprie...

TORNARECCIO. Tornareccio è diventato un museo a cielo aperto grazie ai mosaici che, anno dopo anno, hanno colorato le strade del borgo già famoso per il suo miele. Un paese in cui ha le proprie origini Alfredo Paglione, il mecenate abruzzese, milanese di adozione, che ha trasformato questo angolo della nostra regione nel segno dell'arte grazie alle 11 edizioni di "Un mosaico per Tornareccio", manifestazione annuale ideata nel 2006.
Tutta questa storia è raccontata da oggi in un bel volume edito da Allemandi, "Tornareccio. Il paese dove fioriscono i mosaici", curato dallo stesso Paglione con la collaborazione di Elsa Betti, Piergiorgio Greco, Norma Iacovanelli e Laura Rabottini, promosso dalla Associazione Amici Mosaico Artistico e dal Comune di Tornareccio.
Un libro che mette in mostra un centinaio di mosaici realizzati in questi anni nel paese chietino dal Gruppo Mosaicisti Ravenna di Marco Santi, tratti da opere di maestri e importanti artisti italiani e non come Aligi Sassu, José Ortega, Gino Severini, Omar Galliani, Alberto Sughi, Mark Kostabi, Palo Borghi, Gigino Falconi, Tommaso Cascella, Ennio Calabria e molti altri. Opere precedute e accompagnate tra le pagine dai testi di Piergiorgio Greco (Il sogno, l’arte, le radici), Gabriele Simongini (Miracolo a Tornareccio), Anna Maria Santoro (A Ravenna con Marco Santi) ed Elsa Betti (Una rivoluzione silenziosa) che mettono in luce il valore e il percorso di questa notevole operazione culturale ideata e portata a compimento da Alfredo Paglione. «Questa manifestazione, proposta dal nostro conterraneo Paglione, nel corso degli anni ha raggiunto un livello di popolarità e generato un museo all’aperto che investe il nostro paese di bellezza infinita», scrive nella presentazione al volume Remo Fioriti, sindaco di Tornareccio. «Oggi vedere il borgo storico e le stradine che si snodano intorno a esso avvolto dai colori di queste meraviglie artistiche ci impone la responsabilità di preservare nel tempo tutto questo splendore». Un primo passo è senz'altro la pubblicazione di questo volume, un catalogo generale che fa il punto su quanto fatto fino ad ora, in un momento in cui, per quantità e qualità delle opere realizzate, si può parlare a ragione di un museo a cielo aperto. «Abbiamo a che fare non con una semplice decorazione urbana», nota infatti Piergiorgio Greco «ma con un museo vero e proprio, con le sue regole e le sue dinamiche, per cui bisogna ringraziare anzitutto la costanza e la forza di Alfredo Paglione».
Giorgio D’Orazio