“Il Panariello che verrà” «Proverò a farvi alzare il naso dal telefonino»

10 Ottobre 2017

L’attore comico toscano porta al Massimo di Pescara il suo nuovo spettacolo: «Voglio stupire nell’era del web»

PESCARA. Uno show “work in progress”, che mette al centro dell’attenzione il pubblico, offrendo, nello stesso tempo, spunti di riflessione sul ruolo dell’attore.
A un mondo iperveloce e iperconnesso, in cui sembra impossibile fare a meno dello smartphone e dei social network, in cui si inseguono notizie virali, in cui i blogger e gli youtubers crescono come funghi, Giorgio Panariello risponde con il suo nuovo esilarante spettacolo: “Il Panariello che verrà”. Dopo il grande successo di pubblico conquistato con “Il Tour”, che lo ha recentemente visto esibirsi nei palasport di tutto lo Stivale con gli amici e colleghi Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, in un «ritorno alle origini con i fratelli di sempre», Panariello è tornato a teatro con uno spettacolo tutto da ridere.
“Il Panariello che verrà” farà tappa anche in Abruzzo, al teatro Massimo di Pescara, domenica 22 ottobre alle ore 21 (organizzazione Elite Agency). «L’esperienza con Leonardo Pieraccioni e Carlo Conti è stata fantastica», racconta Panariello. «Ci siamo divertiti e abbiamo fatto divertire l’enorme pubblico che è venuto a vederci. Enorme nei numeri e nella generosità. È uno show che ci piacerebbe riprendere il prima possibile, visto che ormai i miei amici sono anziani e non so quanto io possa contare ancora sulla loro lucidità. Ma adesso devo pensare al Panariello che deve venire, al Panariello che verrà».
Il comico toscano definisce il nuovo spettacolo con cui calcherà il palcoscenico del Massimo, come «una sorta di work in progress in cui voglio coinvolgere il pubblico». Ma c’è di più. «Lo spettacolo è anche una serie di riflessioni sul mio futuro: come posso oggi attirare la vostra attenzione?», si chiede. «Cosa devo inventarmi per farvi alzare il naso dal telefonino? Come stupirvi in questo caos di storie su Instagram, video mirabolanti, notizie in tempo reale, fake news, blogger, youtuber? Cosa posso darvi oggi in più che già non sia sul web?». E ancora, l’artista si domanda, con la consueta dose di simpatia che lo contraddistingue e che l'ha reso uno dei comici più amati dagli italiani: «Cosa posso fare oggi per stupirvi? Per sorprendervi e per sorprendermi?». E chiama in causa anche il Sommo Poeta Dante: «Mi sento come se nel mezzo del cammin della mia vita mi ritrovassi in una selva oscura che la diritta via è smarrita…senza connessione e senza Google Maps! Il Panariello che verrà cercherà di dare una risposta a tutte queste domande».
Personaggi inediti e taglienti riflessioni sull’attualità si sposano nel nuovo spettacolo dell’artista toscano, uno show tutto da ridere. Il tour è partito il 29 settembre da Crema; in programma ci sono 20 date nei teatri di tutta Italia. Il palco del Massimo ha già visto esibirsi Panariello nel 2013, quando fece tappa a Pescara con lo spettacolo “Inmezz@avoi!”. In quella occasione, partendo dal titolo e dalla scelta di inserirvi la chiocciola utilizzata negli indirizzi di posta elettronica, parlò al Centro del suo rapporto con il mondo della rete. «La chiocciolina l’ho scelta perché purtroppo, lo dico da “vecchiaccio”, stare in mezzo alla gente non è più soltanto girare per la strada, ma significa anche avere a che fare con il web» spiegava. «All’inizio il mio rapporto con il web è partito un po’ male, in maniera diffidente, come può essere l’approccio di un cinquantenne. Ma andando a “naufragare” nel web si trovano spunti straordinari». Spunti di riflessione, in “Inmezz@avoi”, furono «fenomeni come il Pulcino Pio, che nostro malgrado è diventato una super star, e “Cinquanta sfumature di grigio”, i bambini tecnologici che a quattro anni sanno usare il tablet come noi usavamo il pongo. Una volta era il padre che insegnava al figlio, ad esempio, come far volare l’aquilone. Oggi sono i figli che insegnano ai padri. Questa inversione di ruoli mi ha incuriosito. Ormai la famiglia dove il padre insegna al figlio è rimasta solo quella di Piero Angela».
©RIPRODUZIONE RISERVATA