Il Parco della Maiella è Geoparco Unesco Oggi l’investitura
PESCARA . Il Parco Nazionale della Maiella e quello dell’Aspromonte nuovi geoparchi Unesco: l’annuncio ufficiale oggi , 22 aprile Earth Day - Giornata internazionale della Madre Terra. Salgono così a...
PESCARA . Il Parco Nazionale della Maiella e quello dell’Aspromonte nuovi geoparchi Unesco: l’annuncio ufficiale oggi , 22 aprile Earth Day - Giornata internazionale della Madre Terra.
Salgono così a 11 i parchi italiani riconosciuti dall’Unesco Global Geoparks, la rete mondiale dei geoparchi. Come riportato nell’invito internazionale del network e da Geoparchi online, l’investitura ufficiale avverrà durante le celebrazioni dell’Earth Day che potranno essere seguite in streaming attraverso i canali social dei due parchi a partire dalle ore 14. Il link per seguire su YouTube l'evento digitale organizzato dall’Unesco e dalla Rete globale dei Geoparchi è www.youtube.com/channel/UCUghhLY2we8YMUHoa6JGBbQ a partire dalle 11.30. Saranno nominati 8 nuovi parchi nel patrimonio Unesco: Vestjylland (Danimarca), Saimaa (Finlandia), Thuringia Inselsberg – Drei Gleichen (Germania), Grevena Kozani (Grecia), Belitong (Indonesia), Aspromonte (Italia), Maiella (Italia), Holy Cross Mountains (Polonia). Tra i relatori dell’evento online il presidente del neo Geoparco della Maiella Lucio Zazzara, che entusiasta del risultato dichiara: «Lo stretto legame tra geologia, biodiversità e cultura storica fa della Maiella un territorio unico in cui la presenza umana è stata costante fin da epoche molto remote e ha prodotto una costante e positiva interazione uomo-natura».
Sito nella parte più impervia e selvaggia dell’Appennino Centrale, il massiccio della Maiella rappresenta un unicum dal punto di vista geologico che ogni anno attira studiosi dal mondo, molte grotte sono di interesse archeologico, gli scoscesi versanti rocciosi e i profondi valloni sono stati luogo ideale per gli eremiti nel Medioevo, gli oltre quaranta eremi della Maiella sono completamente fusi con la roccia calcarea. Negli ultimi secoli le attività pastorali, agricole e minerarie hanno lasciato evidenti impronte e connotazioni sul paesaggio, l’economia e la società locale: muretti e capanne in pietra a secco, decine di cunicoli minerari per lo sfruttamento del bitume e infrastrutture che sono oggi beni di archeologia industriale. Il riconoscimento, sottolinea Zazzara, accenderà un faro su questo territorio e su tutto l’Abruzzo. (j.f.)