Il pastore Angelino racconta “L’altra faccia della Liberazione”

11 Luglio 2018

FARINDOLA. Uno spettacolo particolarmente emozionante quello proposto dalla rassegna del Teatro Stabile d’Abruzzo nell’ambito del festival “Abruzzo dal vivo”: stasera a Montereale, in piazza...

FARINDOLA. Uno spettacolo particolarmente emozionante quello proposto dalla rassegna del Teatro Stabile d’Abruzzo nell’ambito del festival “Abruzzo dal vivo”: stasera a Montereale, in piazza Plebiscito, e domani a Farindola, piazza Mazzocca, sempre alle 21, andrà in scena “L’altra faccia della liberazione”, con Ariele Vincenti, anche autore del testo, e il musicista Marcello Corvino.
Lo spettacolo racconta i giorni decisivi e successivi allo sfondamento da parte degli Alleati della linea di Montecassino, ultimo baluardo tedesco. La guerra è finita e l’Italia è libera, ma non per le popolazioni di gran parte del basso Lazio. E questa è l’altra faccia della Liberazione: «Aspettavamo ji salvatori… so’ arrivati ji diavoli». Siamo in un paese della Ciociaria e Angelino, pastore, racconta la semplice faticosa vita contadina della sua zona prima della guerra. Vita sconvolta con l’arrivo delle truppe alleate per entrare nella rocciosa difesa tedesca. Ottemperano il loro compito e “le truppe di colore” come ricompensa ottengono il “diritto di preda” sulla popolazione civile. 50 ore di carta bianca, 50 ore in cui fanno razzia di tutto: oro, case, vino, bestie, ma soprattutto donne. Sono migliaia le donne che verranno stuprate e uccise nella primavera del ’44, dai soldati. Tra queste c’è Silvina la moglie di Angelino, che subisce lo stesso destino.