Il “patriarca” Delrio: «La famiglia ha valore sociale e politico»

29 Gennaio 2015

Mons. Forte mette a confronto il sottosegretario (nove figli) con docenti di filosofia e col presidente dell’Azione cattolica

CHIETI. “La famiglia, sfida e risorsa”, questo il problema proposto dal “magister” Bruno Forte in occasione della seconda quaestio quodlibetalis tenutasi ieri pomeriggio a Chieti, nell’auditorium del rettorato dell’Università d’Annunzio. Dopo aver inaugurato le Quaestiones 2014-2015 all’insegna di tematiche politico-economiche, con la presentazione del libro “Viaggio in Italia” del direttore del Sole 24ore Roberto Napoletano, il Vescovo dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto ha stavolta decisamente virato la sua attenzione verso un problema tanto caro alla Chiesa cattolica quanto alla cultura laica, sulla scia delle riflessioni maturate nella preparazione della XIV assemblea generale del Sinodo dei vescovi, che si riunirà dal 4 al 25 ottobre 2015.

Invitati ad intervenire il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, la studiosa Giuseppina De Simone, docente di filosofia morale nella facoltà Teologica di Napoli, e Franco Miano, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e oggi docente di filosofia morale all'università di Roma Tor Vergata. La prima riflessione è stata messa in campo dalla De Simone: «La famiglia», ha affermato,«è una questione centrale della nostra contemporaneità perché tocca ognuno di noi in modo profondo: ognuno di noi viene da una famiglia, ognuno di noi è nato da una donna, ognuno di noi aspira a formare, nella concretezza umana di quello che è, un nucleo familiare in cui identificarsi e accogliere la diversità. Essa è un luogo – pubblico e privato – dove si intrecciano le dimensioni più diverse, dove aver cura dei propri affetti diventa l’aver cura di una trama di relazioni che nel complesso superano la famiglia stessa».

Parlare della famiglia, per la studiosa, significa porre in essere la delicata questione del sogno che Dio ha dell’umanità, così come ha già espresso Papa Francesco, rintracciando in essa il luogo d’elezione della comunione cristiana. Luogo di comunicazione, dunque – come ha sottolineato Bruno Forte nel commento – dove l’essere umano ridendo e piangendo insieme avvera l’importanza della prossimità. Il professore Franco Mariano ha concentrato la propria attenzione sul valore pubblico della famiglia, «che va rinvigorita dall’interno, ma non solo. Dall’interno grazie all’azione dell’amore, dall’esterno perché la famiglia ha anche e soprattutto un valore pubblico. Dobbiamo riscoprire i valori ad essa legati per il bene comune. Oggi è evidente come ci sia un nesso tra la famiglia e la città, tra l’architettura della famiglia e l’architettura della città, un nesso tra la cura della famiglia e la cura di tutte le istituzioni del vivere sociale. Queste sono incombenze non solo intraecclesiali, bensì aperte alla vita di tutti». Lo studioso ha concluso affermando il nesso principale tra l’istituzione della famiglia e l’economia, circolo al quale dare adeguata attenzione continuando a lavorare sul rapporto tra solidarietà e sussidiarietà, prendendo come faro i principi guida della Costituzione Italiana.

Carta che introduce il contributo del sottosegretario Graziano Delrio, padre di 9 figli, il quale risponde con pertinenza all’ultima quaestio sollevata da Forte sullo spazio che l’attuale governo del paese dà alla famiglia. «Io credo», ha esordito Delrio, «che bisogna partire dal valore sociale e politico della famiglia. Oggi i principali fattori competitivi di una società sono tre: il primo è la capacità di educazione: se è educata una società è anche molto competitiva e quindi produce più ricchezza; il secondo elemento è che le società si sviluppano in modo interessante quando riescono a produrre cittadinanza: il rispetto delle vita comunitaria fa prosperare una nazione. Il terzo elemento è quello della responsabilità: una comunità forte è una comunità che risponde di quello che fa, sia rispetto alle azioni singole che collettive. In tal senso è fondamentale richiamare i valori della Costituzione riguardanti la famiglia, non considerarla più come semplice consumatrice di beni e servizi, ma come nucleo da sostenere ed accompagnare nel particolare percorso di evoluzione. Il nostro governo si sta muovendo in questa direzione».

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