Il pennello luminoso di D’Acchille per le fiabe ovidiane

SULMONA. Cinquanta opere per parlare di Ovidio e delle sue Metamorfosi. Il maestro Antonio D’Acchille rilegge e interpreta con la sua arte l’opera del poeta peligno nel Bimillenario della sua morte....
SULMONA. Cinquanta opere per parlare di Ovidio e delle sue Metamorfosi. Il maestro Antonio D’Acchille rilegge e interpreta con la sua arte l’opera del poeta peligno nel Bimillenario della sua morte.
Lo fa con la mostra, inaugurata ieri al museo civico del Palazzo dell’Annunziata di Sulmona, “Mito e fantastiche metamorfosi di Ovidio”. Opere che ripercorrono l'itinerario artistico del maestro, già docente e direttore dell’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila. Propongono, nel contesto contemporaneo, il concetto di trasformazione, quella trasformazione che da sempre accompagna l’umanità. «In chiave artistica», ha detto nel suo intervento al vernissage la direttrice dell'Accademia delle Belle Arti di Roma e figlia del pittore, Tiziana D'Acchille, «le Metamorfosi hanno rappresentato una preziosa fonte di ispirazione per le arti figurative, facendo di Ovidio il poeta più importante delle arti visive». L’esposizione, si inserisce all’interno del progetto del comitato “Metamorphosis. Beyond the Shape”, presieduto da Luisa Taglieri, che si propone di celebrare il bimillenario della morte di Ovidio attraverso l’espressione artistica contemporanea.
La mostra, patrocinata dal Comune di Sulmona, è promosso dalla Regione Abruzzo-DMC Terre d’Amore, all’interno dell’Open Day Summer, dalla Fondazione Carispaq e dalla Bcc di Pratola Peligna. «È con grande entusiasmo, dopo un grande lavoro di squadra, che arriviamo a suggellare in questo anno ovidiano un altro momento del percorso del comitato che mi onoro di presiedere», ha affermato Taglieri. «Con questa mostra di Antonio D’Acchille parte un’altra avventura legata a “Metamorphosis Beyond the Shape”, firmata da un artista di fama internazionale».
«Questa mostra», ha illustrato il pittore, «è un excursus nella mia produzione, dagli anni Settanta ad oggi. Il tema delle Metamorfosi ha sempre fatto parte del mio repertorio e in questo contesto del bimillenario Ovidio 2017 acquista un valore in più. Non potevo mancare». Il vernissage, presente il sindaco Annamaria Casini, è stato accompagnato dalle note del mandolino di Francesco Mammola e Lino Giusti e dagli interventi, coordinati da Rosa Giammarco, del direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Roma Tiziana D’Achille e del presidente del Premio Michetti, Vincenzo Centorame. In occasione dell’apertura della mostra è stato presentato il catalogo, che contiene contributi dei due critici Claudio Strinati e Paolo Portoghesi, che visiteranno nei prossimi giorni una mostra che appare, oltre che un percorso tra miti ovidiani, un percorso attraverso l’animo umano. «D’Acchille», scrive Strinati nelle note al catalogo, «non ha l’obiettivo, nelle sue fiabe mitologiche, di meravigliare o di provocare nello spettatore una ansiosa attesa di continue sorprese e colpi di scena, ma al contrario lo spinge dentro un universo fatto di memorie e di affetti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA