Il pianista amato da Mina ed Hancock in concerto a Storie di uomini e di Jazz

12 Gennaio 2023

TERAO. Antonio Faraò Trio per la seconda proposta di Let’s Get Lost – Storie di uomini e di Jazz, rassegna di cene-concerto organizzata a Teramo per la quarta volta da Eder (Emiliano Di Serafino)....

TERAO. Antonio Faraò Trio per la seconda proposta di Let’s Get Lost – Storie di uomini e di Jazz, rassegna di cene-concerto organizzata a Teramo per la quarta volta da Eder (Emiliano Di Serafino). Appuntamento domani all’Osteria Strabacco, dov'è anche allestita la mostra fotografica di Carlo Pieroni “Jazz images”.
Dopo l'apertura con Rossana Casale Let’s Get Lost prosegue con la performance del pianista Antonio Faraò, grosso nome del concertismo jazz internazionale, che suonerà in trio con Luca Bulgarelli al basso e Marco Valeri alla batteria (inizio 22.15). Faraò, che festeggerà 58 anni il 19 gennaio, è nato a Roma in una famiglia di artisti, mamma pittrice e poetessa, padre batterista jazz, che lo hanno abituato da piccolo a sentire in casa i dischi di Benny Goodman, Count Basie, Duke Ellington, Frank Sinatra, Ella Filtzgerald, trasmettendogli quella curosità e gusto per lo swing che lo ha poi sempre accompagnato nella crescita musicale ed è rimasto intatto fino a oggi. Il primo strumento a cui Antonio si è avvicinato è stato, a sei anni, un vibrafono giocattolo, soppiantato dalla batteria per arrivare finalmente al pianoforte, studiato per otto anni al conservatorio Verdi di Milano. Viene premiato 26enne nel concorso Four Roses al Ciak di Milano e dopo la vittoria nella categoria Nuovi Talenti, per la rivista Musica Jazz, nel 1998 è primo nel concorso Martial Solal – Grand Prix de la Ville de Paris, indetto ogni 10 anni, riconoscimento che lancia Faraò nei circuiti che contano del jazz contemporaneo, portandolo a incidere, dopo alcuni dischi prodotti in Italia, tre album come leader per l'etichetta tedesca Enja Records: “Black Inside” nel 1998, “Thorn” (2001), in cui è accompagnato da Jack DeJohnette alla batteria, Chris Potter al sax e Drew Gress al contrabbasso, e “Next Stories” (2002).
Nel 2005 incide con André Ceccarelli nei gloriosi Abbey Road Studios di Londra con la London Symphony Orchestra la colonna sonora del film di Jérôme Salle “Anthony Zimmer". Ha inoltre inciso con Ira Coleman, Bob Berg, Daniel Humair, Dominique Di Piazza e collaborato con altri importanti jazzisti, tra i quali Franco Ambrosetti, Lee Konitz, Steve Grossman, John Abercrombie, Richard Galliano, Toots Thielemans, Branford Marsalis, e, tra i bitg della musica leggera, Mina. Del 2017 è il suo 12° album da leader “Eklektik” (2017), col rapper Snoop Dogg. Di Faraò ha detto il grande Herbie Hancock: «C’è talmente tanto calore, convinzione e grinta nel suo modo di suonare. Mi ha immediatamente attratto la sua concezione armonica, la gioia dei suoi ritmi e il suo senso di swing, la grazia e il candore delle sue linee melodiche improvvisate».